Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Una Corea unita? No grazie. Due sistemi scolastici a confronto: come vivono i nostri coetanei

LA FIACCOLA olimpica sorretta dalle atlete delle due nazioni sorelle alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang dello scorso febbraio doveva essere un segno di pace da mostrare al mondo, in realtà i cittadini sudcoreani sono piuttosto scettici sulla questione, se non addirittura indifferenti. E’ quanto ci ha riferito la signora Kim Kyung, cittadina sudcoreana, madre di una nostra compagna. Difficilmente i due popoli potrebbero integrarsi tra loro dopo tanti anni di divisione e così grandi differenze politico-economiche. Del resto i giovani sudcoreani non ne sentono l’esigenza. Nella Corea del sud l’idea che possa scoppiare una nuova guerra, date le continue minacce al loro paese, è considerata con un certo fatalismo e comunque si pensa che andrebbe come quella precedente: popolazione spinta al sud della penisola e finale vittoria con gli aiuti internazionali. Molti cittadini nordcoreani, i più ricchi, che se lo possono permettere, fuggono in Corea del sud e raccontano quanto succede nel loro paese, che altrimenti non si conoscerebbe. I cittadini più poveri invece pensano che anche il resto del mondo viva la loro situazione perché non possiedono i mezzi per informarsi e il regime impedisce che conoscano realtà economiche migliori. IN COREA del Sud molti ritengono che il dittatore Kim Jong-un non sia persona capace e sensata. Ci siamo anche informati sulle abitudini di vita dei nostri coetanei sudcoreani. Davvero diverse! Rimangono a scuola fino alle sei del pomeriggio, ma continuano a studiare nei vari gruppi di studio fino alle 11 di sera. Quindi non hanno tempo per attività extra scolastiche, comuni invece in Italia, se non per lo studio di uno strumento, solitamente il pianoforte, ritenuto importante dalle famiglie. Alla nostra età già si preparano agli studi universitari, convinti che non frequentare l’università sia deleterio per qualsiasi carriera. Al di là del loro serio impegno sono quindi studenti piuttosto stressati e sta infatti crescendo moltissimo il tasso di suicidi per la paura dell’insuccesso. Lo studio, non ha dubbi Kim Kyung, è molto importante, ma si cresce e si matura anche attraverso altre esperienze di vita, come il gioco, lo sport, il divertirsi insieme, che non possono essere negate a bambini e ad adolescenti. Ne siamo certi anche noi. Molti ragazzi in Corea sono inoltre convinti che l’unico modo per diventare famosi sia essere belli e questo li porta a sottoporsi a interventi di chirurgia plastica già alla nostra età, nonostante sia pericoloso. Se vogliono seguire attività artistiche, canto ballo, teatro, abbandonano la scuola per studiare in accademie apposite, da cui però escono impreparati al mondo del lavoro, non avendo le competenze necessarie, e soltanto pochi di loro ovviamente riescono a diventare famosi. Insomma in Corea non ci sono vie di mezzo: o studi, o fai altro senza studiare, e questo non è corretto perché i ragazzi dovrebbero avere la possibilità di studiare, ma anche di assecondare altri talenti. Per i giovani coreani il servizio militare è obbligatorio, pensano che sia utile e non protestano, piuttosto provano a diventare anoressici o obesi, oppure ricorrono all’autolesionismo per essere ritenuti inadatti alla disciplina militare. Pensano che porti via gli anni migliori della vita, ma sanno bene che se non lo affrontano vengono penalizzati nel lavoro con stipendi più bassi. Le tradizioni coreane negli ultimi decenni si sono molto occidentalizzate. La loro cucina, solo in parte simile a quella giapponese, è completamente diversa da quella italiana. E’ rimasto l’uso di sedersi per terra a gambe incrociate attorno al tavolo, ma poco adottato ormai nelle case o nei ristoranti. Invece bisogna sempre togliersi le scarpe appena si entra in casa di chiunque in uno spazio apposito. I vestiti tradizionali sono ormai usati solo nei matrimoni. C’e un grande rispetto per gli anziani, padri, mariti, fratelli più grandi che non possono essere chiamati per nome; come nel resto del mondo gli uomini erano considerati molto più delle donne. Oggi invece le donne hanno possibilità di lavoro quasi come gli uomini. Classe 3ªG

per leggere la pagina clicca qui