Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Il voto alle donne? Ci ha rese libere»

I RAGAZZI della terza media della scuola di Sestola sono andati ad intervistare la signora Alfonsi Luciana, testimone della prima votazione a suffragio universale in Italia. «Sono nata il 26 agosto 1922 a Bologna, dove ho vissuto 79 anni e da 17 risiedo a Pavullo. Ho vissuto l’esperienza del voto proprio sotto le due torri.» Vorremmo parlare con lei della sua partecipazione al primo voto concesso alle donne. «Fu la prima volta che alle donne fu concesso di votare perchè durante il ventennio fascista non si poteva. Io avevo 24 anni e il 2 giugno 1946 a Bologna abbiamo votato per la Repubblica; con questo voto ci fu un cambiamento, dato che si poteva parlare di diritti.» Come siete venuti a sapere che anche le donne potevano votare in assenza dei mezzi d’informazione di oggi? «Parlando con le persone. All’epoca non c’erano molti politici. Votare per noi donne era bellissimo, anche per le anziane.» Com’era Bologna il giorno del voto? «I cinema, i bar e i negozi erano chiusi, perchè il giorno delle votazioni era considerato un evento molto importante. Eravamo tutti in fila, giovani ed anziani, festeggiavamo, perchè essendo la prima volta che si votava era una cosa bellissima.» Tutti i partiti erano a favore che anche le donne votassero? «Certo, altrimenti come si poteva fare se i partiti non erano d’accordo ad andare alle elezioni?» E le persone erano tutte d’accordo o c’erano voci discordanti? «No, le persone erano tutte d’accordo, almeno a Bologna, dato che era ed è ancora una città molto unita e aperta.» Si ricorda se era vestita in un modo particolare? «Sì, avevo fatto un vestitino di cotone elegante apposta per l’occasione perchè era come una festa. La vera festa è stata dopo, quando abbiamo capito che aveva vinto la Repubblica». Quali sentimenti ed emozioni ha provato votando? «Bellissimi, perchè eravamo tutti d’accordo sul voto. Il giorno dopo abbiamo aspettato con trepidazione il risultato delle elezioni; è stato quello che tutti si aspettavano.» Lo scarto comunque è stato minimo tra la scelta della Repubblica e della Monarchia, quindi c’era qualcuno che insisteva sul volere la Monarchia. Secondo lei perché? «Io penso che ancora oggi ci siano persone che possano preferire la monarchia». (Al Sud si erano rifugiati il re Vittorio Emanuele III e Badoglio, capo del governo di allora, quindi molte persone erano favorevoli alla Monarchia). Cosa si pensava e si diceva della Monarchia e della casata dei Savoia a Bologna? «Come ben sapete, Bologna è sempre stata una città “rossa”, cioè una città che propendeva al comunismo. Era scontato che vincesse la scelta della Repubblica».

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