Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Sfidare il Burian per andare a sciare»

I ragazzi del laboratorio Sci–ambiente al Corno alle Scale, sono partiti proprio nei giorni del famoso ‘Burian’ che ha colpito la nostra regione. Li abbiamo intervistati. Sofia e Alice, come avete convinto i vostri genitori a mandarvi in montagna per 4 giorni? «Li abbiamo preparati per tempo, ma quel giorno erano comunque timorosi: ci mancava solo il Burian siberiano! In realtà erano paure infondate: autisti esperti e strade pulite!». Com’è stato il laboratorio, Caterina? «All’inizio abbiamo compilato un modulo con i dati personali: il prof chiedeva anche il gruppo sanguigno e si era sparsa la voce che se non lo sapevi ti avrebbero fatto un prelievo...ma era uno scherzo. Poi abbiamo noleggiato scarponi, sci, racchette, casco e maschere e ci siamo lanciati sulle piste, perfette e innevate, dove abbiamo conosciuto i nostri maestri. Ci hanno diviso in 3 gruppi: principianti, medi e esperti. Abbiamo sciato ammirando il cielo azzurro o la neve scendere dolcemente! I principianti spesso sono caduti, per fortuna però c’erano i prof, espertissimi e gentili: i maestri, infatti, severi ma simpatici e bravi, non risparmiavano battute e scherzose racchettate sulle gambe. Nel gruppo degli esperti, invece, Pietro P. si metteva in coda, sempre pronto a soccorrere i malcapitati che ruzzolavano al suolo. Da allora si narra la leggenda dell’ uomo Crocerossa». Cosa ci dici, Carlotta, del dopo sci? «Il bello arrivava dopo cena, con tornei di carte con i prof, fantastici compagni di gioco. Una sera siamo andati in un locale aperto solo per noi, dove abbiamo ballato riempiendo la pista: è stata una bellissima esperienza per tutti. Anche i prof hanno mostrato un volto nuovo ballando con noi». La tua esperienza, Pietro G.? «All’inizio eravamo un po’ spaesati ma poi ci siamo sentiti in una grande famiglia, con i prof come genitori. Certo vederci al mattino in pigiama è stato imbarazzante. Ma abbiamo avuto l’occasione di vedere i prof sotto un’altra veste: chi in pigiama, chi danzante in discoteca, chi caduto sugli sci». Perché hai partecipato, Pietro P.? «Per provare un’esperienza nuova… abbiamo imparato a sciare, a perfezionare la tecnica, ad autogestirci. Ci siamo conosciuti meglio stando in compagnia e a contatto con la natura, senza cellulari. Vorrei suggerire di aggiungere altre attività (snowboard, ciaspolate). Nei momenti liberi, invece, proporrei dei tornei o interviste a grandi campioni, come Tomba». Gaia Migazzi, Rebecca Rossi II H Sofia Ricci, Alice Fabbri III D

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