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Maranello: la liberazione 73 anni fa

MARANELLO, 22 aprile 1945: 73 anni fa anche Maranello veniva liberata. In queste righe il racconto di alcuni momenti della nostra storia locale. Li abbiamo studiati e pensiamo sia utile, in questi giorni in cui ricorre l’anniversario della Liberazione, rievocarli in queste pagine, perché, come dice lo storico Soragni nella prefazione al suo libro, “conoscere meglio il nostro passato è indispensabile per interpretare il presente con maggiore cognizione di causa”. I giorni che precedono la Liberazione sono molto convulsi e densi di avvenimenti anche a Maranello. In paese c’è tanta paura: degli scontri armati, delle rappresaglie, dei bombardamenti. Sulle colline ci sono molti combattimenti, che vedono protagonisti i partigiani della zona, impegnati dalla fine del 1943 nella lotta di liberazione. Molti ragazzi si sono uniti ai partigiani; gli abitanti sono sfollati sulle colline, a Fogliano, nella località La Borga. Tutti i giorni i cieli sopra il paese sono attraversati da caccia militari, ma oltre a questi grandi aerei a Maranello tutti parlano di Pippo: così in paese viene chiamato un piccolo aereo da ricognizione, che sorvola queste terre e semina paura tra le persone. Il centro del paese viene bombardato ben due volte e nel corso del secondo bombardamento, il 17 aprile 1945, muoiono anche delle persone, nelle loro case: non hanno nessuna colpa, non sono dei soldati, ma sono alcune delle tante vittime innocenti della guerra. Certamente il bombardamento che ancora oggi tutti gli anziani del paese ricordano è quello della fornace di laterizi: i tedeschi, nei locali della fornace, avevano i loro uffici e tenevano anche il denaro per pagare gli stipendi. Le bombe colpiscono l’edificio: si alza una nuvola di polvere altissima verso il cielo, ma quando la nebbia comincia a diradarsi, le persone, accorse sul luogo, vedono nel cielo migliaia di banconote, che volano, in ogni direzione! Sono i soldi dei tedeschi! Finalmente, dopo il 15 aprile 1945, la situazione si sblocca e i tedeschi lasciano Maranello; il 22 aprile è una giornata memorabile: le truppe alleate, tra cui molti brasiliani e sudafricani, arrivano in paese, dove si ricongiungono ad altre truppe provenienti dalla Via Giardini. I giorni della Liberazione, seppur tragici, portano con sé anche qualche momento buffo: nel centro del paese sono rimasti in panne due mezzi cingolati alleati: uno davanti alla Casa del Fascio (che oggi è l’Auditorium Ferrari) e uno vicino alla chiesa. I ragazzini, attratti dai due mezzi, non si fanno scappare l’ occasione di andare a giocare sui cingolati e, accidentalmente, azionano il cannone e colpiscono il campanile della chiesa! Per fortuna senza grossi danni! Il 22 aprile, in quelle ore indimenticabili, tutti i bambini sono sul ciglio delle strade, per veder passare i liberatori.

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