Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

L’emozione di entrare in Emergency

PERCHÉ aiutarsi? Perché solo così il mondo può essere un mondo migliore. Ma da dove cominciare? Dalle piccole cose, dalla realtà quotidiana, dall’aiutare chi in questo momento ci siede accanto. Risposte semplici, eppure non affatto scontate e che i volontari di Emergency offrono ogni giorno a chi, però, è disposto a prestare orecchio. E proprio perché bisogna cominciare dal piccolo, quale posto migliore se non le scuole? Il 13 febbraio, noi alunni della I F, abbiamo avuto un gran privilegio: diventare membri, volontari di un’associazione. Ma forse più che di una associazione sarebbe corretto parlare di “famiglia”: non è forse la famiglia che promuove per prima il rispetto, la fratellanza, l’aiuto reciproco? Insomma, noi l’abbiamo intesa così! EMERGENCY nasce nel 1994 a Milano e, sebbene sia entrata nelle nostre vite soltanto due mesi fa, ha contribuito a rendere migliore la vita di milioni di persone. Come? È facile: portando aiuto e cure mediche gratuite a quanti mostrassero questa necessità, costruendo ospedali dove la guerra era ed è uno scenario costante, facendo da mediatori culturali a quanti, scappati da una situazione devastante, hanno incontrato una nuova difficoltà: una lingua diversa, incomprensibile, nuovo ostacolo nella vita di chi di ostacoli, da buon atleta, ne ha già saltati tanti. INSOMMA, a parer nostro Edoardo ed Anita, i volontari che abbiamo conosciuto, svolgono insieme a tanti altri, un lavoro straordinario: essere portatori di pace, infatti, diffondere un messaggio, un’informazione, non è forse come combattere in prima linea? Sì, quando il nemico da combattere è la disinformazione. SOLO così abbiamo potuto vedere e prender atto di cose spaventose, ma toccanti e commoventi al tempo stesso. Abbiamo imparato che la guerra non è solo rappresentata in un videogame, ma è la realtà che alcuni bambini sono costretti a vivere ogni giorno. Abbiamo imparato che per “viaggio” non s’intende solo un allegro momento in famiglia che, quando l’adolescenza chiama, ci pesa anche un po’. Per qualcuno, lontano da noi geograficamente, ma non anagraficamente, significa raccogliere le poche cose che si hanno e la speranza e mettersi in cammino. ESSERE adulti, invece, a volte, significa prendere decisioni che valgono una vita: lasciare la propria casa e la propria terra, rischiare, sperando di vincere. Abbiamo imparato che sulla carta tutto sembra facile, ma che la realtà è ben più complessa e che le immagini, a volte, parlano più delle parole. Ed è per questo che Edoardo ed Anita ce ne hanno mostrato alcune che tutto questo lo raccontavano con una forza maggiore: barconi gremiti a tal punto da rischiare di rovesciarsi, persone spaesate che guardano con occhi nuovi un posto che non gli appartiene, persone sollevate che pensano alla guerra come ad un ormai lontano ricordo. Ma se è vero che la disinformazione è il primo male che va curato, quale momento migliore per cominciare se non ora? Abbiamo quindi cercato informazioni che potessero completare quel puzzle appena iniziato. Abbiamo formato delle squadre, dei gruppi di lavoro, perché se c’è stata una cosa chiara fin da subito è che l’unione fa la forza. Ognuno di noi si è concentrato su un aspetto: quando e perché nasce Emergency, di cosa si occupa e come opera, dove lo fa e con quali strategie. MA, NON ANCORA contenti, abbiamo cercato quegli articoli della Costituzione a cui Anita ed Edoardo avevano fatto spesso riferimento, quelli che tutelano il diritto alla salute e il diritto all’asilo, arrivando a capire davvero cosa significhi essere “privati delle proprie libertà democratiche”. Insomma, la scuola insegna molto, certo; fa sì che si impari ad utilizzare correttamente gli articoli, gli aggettivi e i verbi, che si impari a dar vita a frasi sintatticamente corrette e oggi noi abbiamo provato a formularne una davvero importante: io scelgo di essere un cittadino attivo! Classe 1ªF dell’istituto comprensivo ‘Andrea Costa’ di Imola © RIPRODUZIONE RISERVATA