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Donne e lavoro, tanti pregiudizi

NEL MONDO del lavoro, ci sono sempre state differenze fra uomini e donne e, di conseguenza, anche pregiudizi e luoghi comuni. Nel passato le donne si sono sempre occupate prevalentemente dei figli e della casa, mentre gli uomini lavoravano fuori. Col tempo le donne hanno lottato duramente per avere gli stessi diritti degli uomini, incontrando spesso forti contrapposizioni. Tuttavia durante le due guerre furono proprio le donne a mandare avanti le fabbriche e l’economia, essendo gli uomini chiamati alle armi. LA SOCIETÀ di oggi richiede ormai che entrambi i membri della coppia lavorino fuori casa. Le donne, inoltre, desiderano affermarsi nel lavoro e mettere a frutto i loro studi. Allora ci siamo chiesti: si è raggiunta ormai un’effettiva parità? Oggi ci sono leggi che garantiscono uguali diritti per uomini e donne. Nella realtà, però, i datori di lavoro spesso preferiscono assumere gli uomini perché le donne vengono ritenute meno affidabili per gli impegni familiari e la cura dei figli che ancora gravano soprattutto su di loro. Inoltre, di recente, è stato pubblicato uno studio da un importante osservatorio nazionale che mostra differenze di retribuzione fra uomini e donne a parità di lavoro svolto e di livello di istruzione (gli uomini non laureati guadagnano il 10,0% in più rispetto alle donne, invece i laureati addirittura il 36,3% in più rispetto alle donne con lo stesso titolo). In termini economici gli uomini guadagnano in media 3.620 euro all’anno in più, che diventano 11mila quando si tratta di lavori altamente qualificati come il dirigente. Sebbene le donne in Italia siano sempre più istruite e ‘lanciate’ nel mondo del lavoro, rimane un tabù svolgere dei mestieri che sono sempre stati svolti dagli uomini. Quando accade, le donne devono anche affrontare e combattere alcuni pregiudizi. ORMAI ci stiamo abituando a vedere donne alla guida di autobus, taxi e aerei, che indossano divise e si occupano della sicurezza dei cittadini, che rivestono ruoli importanti nella politica. Bisogna smetterla di farsi condizionare dalle consuetudini, alcune tendenze sono destinate a cambiare. Basti pensare che nel 2015 fra i nuovi iscritti alle attività artigiane considerate ‘maschili’, una su cinque è una donna. In Italia ci sono 3mila camioniste, 480 elettriciste, mille tappezziere, 2.700 fabbre, 1.230 meccaniche e circa 300 falegnami donna. Rocco Fiori, Carlotta Malpensa, Tommaso Giovanni Matteuzzi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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