Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Archeologia industriale, viaggio nella memoria storica con uno sguardo al futuro

UTOPIA o realtà? L’intento è quello di promuovere, valorizzare il patrimonio industriale italiano, viaggiare insieme nella memoria storica della nostra Forlì, promuovere un’azione di recupero senza modificare il tessuto urbano già caratterizzato da edifici identificativi di una determinata zona e della città. La fabbrica dello zucchero La ‘Società Anonima Eridania, fabbrica di zucchero’ inaugurò nel 1900 il proprio stabilimento di Forlì. La barbabietola da zucchero diventò così la prima coltura in Romagna, superando la produzione della canapa. Alla vigilia della seconda guerra mondiale lo Zuccherificio Eridania impiegava circa 1.000 dipendenti stagionali. La guerra provocò ingenti danni, ma già a partire dal 1946 la fabbrica riattivò la produzione a pieno ritmo. Alla fine degli anni Sessanta la costituzione del Mercato Comune dello zucchero mise l’Eridania in una posizione di inferiorità rispetto agli altri produttori europei. Nel 1970 Eridania si vide costretta a vendere lo stabilimento al Gruppo Maraldi di Cesena, che utilizzò lo stabilimento forlivese solo come deposito, decretandone di fatto la chiusura nel 1972. Da allora l’edificio versa in condizioni di progressivo degrado e oggi è utilizzato dai senzatetto per dormirci o dai ragazzi per fare free climbing. Quanto spazio serve ai nuovi servizi per la città? Con l’obiettivo di decentrare i servizi alla comunità per renderli vivibili e meglio fruibili, proponiamo di restituire l’edificio e tutta l’area dell’Ex Zuccherificio alla città ed ai suoi giovani cittadini. Una ristrutturazione conservativa unita ad una nuova destinazione d’uso per migliorare la qualità della nostra vita. Creare luoghi e spazi che siano per noi sicuri punti di incontro dove studiare, fare sport, passare il nostro tempo libero: un vero e proprio Campus. Vogliamo identificare un’area di pertinenza di edifici non solo per l’istruzione, con librerie, biblioteche ed internet-point, ma anche di natura commerciale, con la compresenza di edifici multifunzionali ed impianti sportivi, il tutto immerso all’interno di ampie aree a verde. Questo luogo ormai dimenticato potrebbe davvero essere luogo di svolta nella vita dei giovano forlivesi. Multimedia, sempre connessi al nostro futuro Un’area aperta di ‘connessione’, attrezzata e riconoscibile. Vogliamo essere connessi con il nostro presente ma soprattutto cercare una connessione con ciò che diventeremo, determinare con le nostre scelte di oggi, il nostro futuro. Un progetto ambizioso, alla ricerca di una offerta didattica articolata e attenta alle esigenze di chi la frequenta; lo spazio costruito risulta molto compatto e organizzato di carattere esplicitamente urbano ma immerso nel verde. Il nostro è un sogno possibile, un nuovo modo di vivere la città senza stravolgerne la forma ed il valore storico. Proponiamo di studiare, recuperare e valorizzare un’area che deve essere restituita al territorio e deve comunicare con il territorio in modo continuativo (in equilibrio tra ciò che era e ciò che è). Il collegamento alla città, oltre al classico servizio di Autobus urbani, può contare anche su di un ‘Trenino a Vapore’ che la collega alla Stazione Ferroviaria (sul treno verrà distribuito gratuitamente lo zucchero filato), attivazione di una fornace (in loco) per la cottura dei mattoni che serviranno per il restauro conservativo dello zuccherificio e di altri manufatti nel territorio (case coloniche e rurali). Fornace che in un secondo momento ospiterà la sede di un laboratorio di promozione per l’arte ceramica di Faenza e dei suoi maestri artigiani della maiolica. E’ bello pensare che nel nostro percorso didattico formativo noi giovani risorse sociali possiamo determinare, con le nostre idee, l’ambito e la disponibilità occupazionale di un prossimo domani. E’ altrettanto bello ascoltare la città, accettare i suoi suggerimenti. A volte non è necessario demolire per ricostruire… è sufficiente modificare ciò che già c’è, ciò che è già stato fatto; sono i principi del riuso e della sensibile restituzione alla vita funzionale di spazi oramai dimenticati. Classe 3ªA

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