Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Dalla lettura alla sceneggiatura

“WONDER”, il caso letterario di R. J. Palacio che ha spopolato in tanti paesi, è arrivato anche da noi e la lettura di alcuni capitoli di questo romanzo ci ha coinvolto e convinti a trasformare il testo narrativo in sceneggiatura. Il protagonista Auggie, nato con la sindrome di Treacher-Collins, rara malattia che gli ha deformato il viso, si trova ad affrontare il difficile inserimento nella scuola pubblica all’età di undici anni dove si confronterà con chi lo deride per la sua disabilità. Abbiamo lavorato sui sentimenti che ci ha trasmesso il testo ovvero la diversità di Auggie, il disprezzo e il bullismo da parte dei suoi compagni di classe, l’ illusione di avere un amico, la tristezza, la delusione e la solitudine. DOPO aver individuato tutti i sentimenti della scena che ci avevano colpito maggiormente abbiamo iniziato ad elaborare qualche idea per la sceneggiatura. Prima ci siamo divisi in vari gruppi e abbiamo scelto i diversi personaggi e protagonisti e poi abbiamo ripensato al libro per riuscire a creare le battute. Le difficoltà maggiori si sono verificate nell’immedesimarsi nei protagonisti e nel trasmettere emozioni reali solo attraverso i dialoghi e non tramite un narratore. E’ stato un esercizio che ci ha regalato molte soddisfazioni perchè ognuno di noi ha imparato a dare voce ai sentimenti usando il linguaggio colloquiale di noi giovani. La seconda parte è stata ancor più emozionante perchè i nostri copioni sono stati messi in scena durante le ore di laboratorio teatrale previsti dal progetto triennale a cui la scuola ha aderito. La nostra esperta, Clelia, che ci segue in questo percorso sin dalla prima media, ci ha fatto lavorare sulle espressioni facciali insegnandoci ad interpretare nel migliore dei modi le diverse emozioni, vincere la timidezza, non vergognarsi e riuscire ad interpretare ruoli differenti. All’ inizio della seconda, invece abbiamo imparato a respirare correttamente e consapevolmente con la giusta postura, a pronunciare le parole tramite una corretta dizione e ad adeguare l’intensità della voce a situazioni diverse. MOLTE persone si sono messe in gioco provando ad interpretare i dialoghi scritti da noi alunni. Inizialmente è stato complesso ma a poco a poco ognuno ha mostrato una parte di sè che prima non conosceva. Abbiamo indossato inoltre delle maschere, per comprendere che ognuno di noi è diverso ma deve comunque essere trattato allo stesso modo e per di più l’ esperta ci ha fatto praticare un esercizio dove ognuno si doveva fidare dell’ altro, chiudendo gli occhi e lasciandosi portare per mano dal compagno. Appena iniziato l’esercizio le persone con gli occhi chiusi erano insicure ma poi la fiducia nell’altro è riuscita a prendere il sopravvento. Il prossimo anno debutteremo e sicuramente sarà un successo soprattutto per la nostra crescita. Classe II A

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