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A Coriano si produce energia con il biogas

UNO DEI TEMI più trattati negli ultimi tempi è l’energia rinnovabile. Un’azienda agricola che si occupa di creare energia è la Biomax, nata il 18 aprile del 2011 grazie all’unione delle famiglie Saltarello-Migiani delle Marche e Balacchi della Romagna. Siamo andati a Coriano a trovare l’azienda. La famiglia Balacchi da ben tre generazioni è legata alla terra e all’attività agricola. Signor Balacchi che energia producete? «È una specifica fonte di energia ecologica e versatile il cui utilizzo rispetta le risorse offerte dalla natura, protegge la salute umana e del pianeta». Che cosa s’intende per energia ecologica e versatile? «L’energia che deriva dagli impianti di biogas fa parte delle energie rinnovabili come il fotovoltaico, l’eolico e il geotermico ma, a differenza di queste, l’impianto di biogas lavora sempre, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno». Come funziona l’impianto? «Il biogas è un prodotto ottenuto dalla fermentazione naturale di sostanze vegetali provenienti da attività agricole. Si prendono tutti i prodotti organici, si inseriscono all’interno dell’impianto dove a determinate temperature i batteri aggrediscono il prodotto organico, lo mangiano e tramite reazioni chimiche, producono gas metano al 65% circa, che va ad alimentare un motore che fa girare una turbina e con un alternatore che produce energia elettrica che viene poi messa in rete. Dalle sostanze rimanenti è possibile ottenere un fertilizzante liquido di alta qualità e un prezioso compost». Questo processo avviene solo con leguminose, cereali e foraggio? «Il materiale organico che arriva all’impianto è di due categorie. La prima è la coltura dedicata che coltiviamo appositamente nei nostri terreni. Quella principale è il mais che viene trinciato in fase cerosa, quando è ancora verde, sia la parte bianca che la pannocchia, in modo sottile, fino a due millimetri. Poi viene stoccato, perché deve durare tutto l’anno. L’altra categoria è quella dei sottoprodotti, cioè gli scarti organici, come vinacce, insalate, scarti di frantoio, che sono molto interessanti perché incrementano l’impianto e nello stesso tempo liberano le aziende dal problema dello smaltimento». Alessandro Andreini, Elisabetta Morazzini, Elisa Plugaru IIIA, Martina Carlini, Diletta Scrocchi e Rebecca Pecci III B

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