Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La pizza, patrimonio dell’umanità

LA CLASSE 2B, dell’istituto comprensivo di Porto Tolle, si è cimentata in una serie di articoli che raccontano la storia della pizza, i segreti della dieta mediterranea e l’importanza del cibo doc. Sono seguiti dalla professoressa Babila Belluco. LA DIETA mediterranea entra a far parte del patrimonio immateriale e culturale dell’Unesco nel 2010. Un modo di alimentarsi che comprende una serie di competenze, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni concernenti la coltivazione, la raccolta, la pesca, l’allevamento, la conservazione, la cucina e soprattutto la condivisione e il consumo di cibo. Mangiare insieme è la base dell’identità culturale e della continuità delle comunità nel bacino Mediterraneo. La dieta mediterranea enfatizza i valori dell’ospitalità, del vicinato, del dialogo interculturale e della creatività e rappresenta un modo di vivere guidato dal rispetto della diversità. Essa svolge un ruolo vitale in spazi culturali, festival e celebrazioni riunendo persone di tutte le età e classi sociali; include l’artigianato e la produzione di contenitori per il trasporto, la conservazione e il consumo di cibo, compresi piatti di ceramica e vetro. Le donne giocano un ruolo fondamentale nella trasmissione delle conoscenze della dieta mediterranea. La dieta mediterranea è un bene immateriale transnazionale di diversi paesi: Cipro, Croazia, Spagna, Grecia, Italia, Marocco e Portogallo (Fonte: www.unesco.it/it/PatrimonioImmateriale/Detail/384). È nota fin dall’antichità la triade di piante che sta alla base della dieta mediterranea: vite, ulivo, grano. Per secoli, infatti, il vino, l’olio di oliva e i cereali sono stati cibi “poveri” dell’alimentazione dei paesi europei vicini al mare. Questi cibi vengono integrati soprattutto con frutta, verdura e pesce. Oggi gli esperti di nutrizione hanno riconosciuto, a livello scientifico, i benefici che derivano alla salute da questa antica Dieta Mediterranea, e la propongono a tutti come modello alimentare. Gli ingredienti principali sono: pane, legumi secchi, riso o frumento integrale, carote, melanzane, olio extravergine e vino. Con questi è possibile realizzare e gustare piatti colorati e preziosi con ricette notevoli e numerose varianti casalinghe come “gnocchi alla mediterranea, insalata di pasta, zuppa di lenticchie, tartare di pesce spada, pasta con lenticchie e cavoletti, pasta alle melanzane e feta, filetto alla sorrentina…” e tante altre prelibatezze regionali. Se volessimo completare il menù, sulle nostre tavole non manca mai la pizza, signora delle serate in libera uscita. Solo nel 2017 l’arte del pizzaiolo napoletano è entrata a far parte del Patrimonio immateriale dell’Umanità. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale. Filippo Greguoldo Emily Crepaldi Davide Simeoni

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