Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Alla scoperta del sistema bancario. Ecco come la BCC può dare una mano a noi giovani

AGLI albori del secondo Millennio la rinascita economica dell’Europa rese indispensabile la pratica di una nuova attività: il ‘banco di cambio’, antenato delle attuali banche. Sua funzione originaria fu il prestito, ma anche il deposito di denaro a fronte del pagamento di un ‘interesse’. Tale finalità è tipica anche degli attuali istituti di credito, ma non è la sola. Per sviluppare l’argomento, noi ragazzi di 3ª A ci siamo documentati su varie fonti, abbiamo svolto un piccolo sondaggio all’interno della scuola e infine invitato in classe un dipendente di una banca locale. Abbiamo così scoperto che, oltre a fungere da intermediari nella circolazione del denaro, le banche offrono numerosi servizi: ogni cliente che ha aperto un conto corrente può, ad esempio, effettuare pagamenti e ricariche telefoniche direttamente da pc o smartphone, utilizzando un codice segreto che garantisce la sicurezza dell’operazione; analogamente è possibile effettuare acquisti senza usare denaro contante, ma servendosi di un bancomat o una carta di credito. Questi utili strumenti sono ancora molto poco conosciuti da noi ragazzi: da un nostro sondaggio risulta infatti che solo 6 dei 130 alunni di terza media della nostra scuola possiedono o sanno usare una carta di pagamento. OLTRE a queste funzioni, comuni a tutte le aziende di credito, è bene approfondire un’altra prospettiva e conoscere un diverso tipo di banca: le banche di credito cooperativo, note anche con la sigla Bcc, che agiscono su un territorio limitato, solitamente provinciale, e hanno uno scopo principalmente mutualistico, cioè rivolto alle esigenze dei soci. Tali banche sono infatti sostenute da tantissimi soci (la Bcc che opera nella nostra zona ne conta più di 20.000 !), ognuno dei quali possiede una piccola quota di proprietà della banca e ha potere decisionale, con facoltà di esprimere un voto nelle assemblee, che si tengono almeno una volta all’anno per valutare la gestione dell’Istituto. La dimensione locale e l’elevato numero di soci hanno come conseguenza naturale il fatto che le BCC impieghino una parte dei loro guadagni a beneficio della collettività, impegnandosi ad aiutare scuole, associazioni sportive, onlus, parrocchie e altri soggetti che svolgono attività di interesse pubblico. L’intervento della banca può avvenire con la fornitura diretta di un bene (ad esempio, un’ambulanza per l’ospedale) oppure donando una somma di denaro (ad esempio, per contribuire alla costruzione di un impianto sportivo) e può aprirsi anche a necessità extra-territoriali, come nel caso di sostegno ad associazioni che operano nel Terzo Mondo. Tra le forme di beneficenza praticate ci ha molto interessato quella realizzata attraverso il crowdfunding: si tratta di una raccolta fondi (funding, in inglese) rivolta alla massa (crowd) attraverso la quale si accumulano soldi per mezzo di numerose ma minime donazioni (2-3 euro) con l’obiettivo di raggiungere una somma sufficiente a concretizzare un progetto di assistenza. In questo caso il ruolo della banca è soprattutto quello di mettere a disposizione la home page del suo sito internet, con il vantaggio di ottenere più visualizzazioni e quindi maggiori donazioni a favore dell’associazione che promuove il crowdfuning. Da tutte queste attività benefiche le banche non ricevono alcun profitto materiale, ma ottengono pubblicità positiva e quindi la fiducia delle persone. In conclusione ci siamo chiesti: «Che cosa potrebbe fare per noi ragazzi una banca?». Dopo varie discussioni abbiamo convenuto che potremmo chiederle di raccogliere o donare fondi per allestire la sfilata dei carri della Segavecchia, migliorare le aree verdi disponibili in paese, finanziare il concerto di Fiorimpopoli (probabilmente annullato per scarsità di fondi) e magari contribuire a pagare una bella gita scolastica. Fermo restando che apprezziamo molto anche gli interventi che le banche effettuano lontano dal nostro territorio, come gli aiuti alle popolazioni terremotate o la costruzione di ospedali, pozzi e scuole in Paesi poveri. Classe 3ªA

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