Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Studenti e giornalisti a confronto su come difendersi dalle insidie delle ‘fake news’

di ELIDE GIORDANI

COME difendersi dalla fake news e come incide il fenomeno delle false notizie, che oggi il web traghetta senza filtri sul computer di milioni di persone, sulla comunicazione attuale e futura? Sul tema, il 4 e il 5 aprile, quattro relatori di grande autorevolezza hanno innescato, dal palcoscenico del teatro Verdi, una disamina approfondita e sfaccettata seguita con partecipazione attiva da oltre 800 studenti provenienti da tutta Italia. Ne hanno parlato, da punti di vista importanti per comprendere l’effetto e l’entità del fenomeno, il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, il direttore del QN Resto del Carlino Paolo Giacomin, Cristina Nadotti redattore senior de La Repubblica, il caporedattore del TGR Emilia-Romagna Antonio Farnè. In occasione della premiazione svoltasi il giorno successivo al Teatro Bonci ha portato il suo contributo anche il conduttore della Domenica Sportiva Riccardo Cucchi. I GIOVANI (75 scuole tra elementari, medie e superiori), che hanno sottoposto ai relatori una sfilza di domande intelligenti, erano a Cesena insieme ai loro insegnanti per ricevere il premio finale del concorso nazionale «Fare il giornale nelle scuole» lanciato, come ormai da 15 anni, dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. ACCOLTO a Cesena grazie all’ospitalità dell’Amministrazione Comunale il concorso si è confermato un formidabile strumento di approccio ai modi e ai contenuti di un giornalismo attendibile e certificato e per un arricchimento comunicativo e di modernizzazione del linguaggio da parte dei giovani «giornalisti». GLI ELABORATI - giornali a stampa e prodotti multimediali - inviati al gruppo di lavoro del Consiglio Nazionale dei Giornalisti ha sorpreso per la qualità dei contenuti. E SUL TEMA del forum a loro dedicato gli studenti hanno dimostrato consapevolezza e interesse. I relatori hanno evidenziato come l’avvento del web abbia ha posto tutti davanti ad una rivoluzione: siamo diventati tutti fruitori e al contempo produttori della comunicazione. Condizione che impone la necessità di sottolineare la distinzione tra comunicazione e informazione, ossia tra libertà di espressione delle proprie opinioni e giornalismo certificato. «OGGI - ha detto tra gli altri il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna - il giornalista è l’unico garante dell’informazione, perché il suo lavoro deve riportare i fatti e non essere coinvolto con la notizia di cui sta parlando. In tempi di social network serve più che mai il buon giornalismo autorevole e certificato, e ciò significa che diventerà un lavoro sempre più complicato». LE FAKE NEWS, ossia le notizie sbagliate o falsificate ad arte per ottenere qualche indebito risultato, sono sempre esistite, hanno sottolineato i relatori, ma ciò che differenzia oggi il loro potenziale è la possibilità di comunicarle con un clik a migliaia di persone, che spesso le adottano acriticamente perché danno voce a qualche loro pregiudizio. UNA responsabilità nell’effetto pernicioso delle notizie false ce l’ha però anche l’elevato e crescente livello di analfabetismo funzionale, cioè l’incapacità di capire appropriatamente e a fondo ciò che si legge. COME difendersi dalla notizie false? Ci sono strumenti di verifica sul web, hanno evidenziato i relatori, ma ciò conta è il pensiero critico, ossia coltivare il dubbio e non condividere senza essere sicuri di ciò che si sta leggendo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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