Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

L’esempio di Bartali, un uomo di fede

PER RICORDARE le vittime dell’olocausto e la strage compiuta dai nazisti contro gli ebrei, noi classi terze della scuola media di Servigliano abbiamo avuto l’onore di conoscere Gioia Bartali, nipote del famoso campione di ciclismo Gino, vissuto tra il 1914 e il 2000, ma anche uomo dai grandi valori, che salvò centinaia di ebrei. L’incontro si è tenuto nella sede della Casa della Memoria. All’inizio sono stati mostrati alcuni filmati riguardanti la vita sportiva e gli episodi che videro Bartali sottrarre alla morte tanti esseri umani. Solo alcuni di noi conoscevano questa storia, ma le parole di Gioia ci hanno colpito molto e hanno permesso a tutti di vivere la mattinata con attenzione. Gioia ha parlato con il sorriso, dimostrando un grande affetto per il nonno. «Mio nonno – ha raccontato – era una persona buona e generosa. Era un uomo di fede, pregava spesso e adorava mia nonna Adriana. Con noi nipoti era sempre presente. Da sportivo vinse Giri d’Italia, Tour de France e tante corse importanti. E poi c’è la storia delle centinaia di ebrei salvati, che neppure noi fino a pochi anni fa conoscevamo». Una frase, ripetuta dai servizi televisivi ci ha colpito molto. Bartali diceva che il bene si fa ma non si dice. Gioia Bartali ci ha poi raccontato cosa ha scoperto pochi anni fa Andrea, figlio di Gino Bartali. «Negli anni duri della Seconda Guerra Mondiale – ha proseguito – mio nonno trasportò centinaia di documenti falsi da Assisi e Firenze. Questo serviva per dare nuovi nomi e cognomi ai tanti ebrei che vivevano in Toscana protetti dalla Chiesa. Il Vescovo di Firenze chiese a Bartali di aiutarlo a salvare vite umane e Bartali rispose di sì. Ad Assisi c’era una tipografia clandestina, usata per stampare documenti falsi. Bartali li andava a prendere e li portava a Firenze». Gioia inoltre ci ha detto che suo nonno ebbe tanta paura in quei momenti. «Mio nonno – ha concluso – veniva fermato spesso dai soldati tedeschi, ma essendo famoso non fu mai interrogato o bloccato. Lui ripeteva che era sempre in strada per allenarsi, invece percorreva la strada tra Assisi e Firenze per trasportare documenti falsi, poi utilizzati per dare nuove identità agli ebrei». Un servizio del telegiornale ha spiegato che Gino Bartali con questo suo modo di fare poté salvare circa 800 ebrei. Giorni fa Gioia Bartali è stata a Gerusalemme perché da Israele partirà il prossimo Giro d’Italia in onore proprio del nonno Gino Bartali. Classe III F

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