Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Sos climalanciato dagli esperti: è ora di correre ai ripari se vogliamo salvare il pianeta

DA ALCUNI anni si sente parlare di cambiamenti climatici, di riscaldamento globale: di che cosa si tratta? Per saperne di più abbiamo chiesto aiuto al dottor Enrico Scoccimarro, ricercatore del Cmcc (centro euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici) il quale ci ha spiegato che il riscaldamento globale è un innalzamento progressivo della temperatura dell’intero pianeta, che potrebbe portare a danni irreparabili per la nostra terra. Questo fenomeno è dovuto all’eccessivo aumento di gas serra, gas naturali che trattengono parte dell’energia riemessa dalla terra, consistente in radiazioni elettromagnetiche ricevute dal sole, in luce e calore. Se non ci fossero, la temperatura media sulla terra sarebbe di circa -18°C così, invece, è approssimativamente di +15°. I gas serra rendono quindi possibile la vita. I principali sono anidride carbonica (nome scientifico biossido di azoto, CO2), vapore acqueo e metano. Nella storia della terra ci sono state variazioni significative di CO2, ma negli ultimi 160 anni circa, in epoca industriale, l’uomo, con le sue attività, ha contribuito ad aumentare la presenza dei gas serra, in particolare immettendo nell’atmosfera enormi quantità di CO2, e causando il surriscaldamento del pianeta: se l’uomo non interverrà si prevede che entro il 2100 la temperatura potrà aumentare di circa 4/5°C. Le variazioni più significative si notano dove ci sono dei ghiacci. SPESSO la tv ci offre immagini spettacolari di immensi blocchi di ghiaccio artico che si staccano e sprofondano nel mare: ebbene, meno ghiaccio significa che viene riflessa meno energia (il ghiaccio artico ha una alto albedo, ossia un’elevata capacità di riflettere i raggi solari) e questo surriscalda ulteriormente l’Oceano sottostante, creando un circolo vizioso e provocando un aumento del volume dei mari. Anche in Italia, come in tante altre parti del mondo si sono verificati fenomeni naturali causati dal cambiamento climatico e dall’effetto serra, come la risalita del cuneo salino del delta del Po, siccità durante le estati, sia al nord che al sud, alternate a piogge torrenziali, aumento di tornado anche nella pianura Padana, soprattutto nella zona Bologna-Modena, con venti fino a 300 km/h. La situazione ormai è grave e se non si prendono immediatamente provvedimenti si calcola che dal 2070 ci saranno conseguenze irreversibili: aumenteranno ulteriormente la temperatura superficiale, quella della troposfera e quella degli oceani, il livello dei mari, l’intensità delle piogge, degli uragani, dei cicloni tropicali e la siccità. A questo punto non possiamo fare altro che prendere sul serio l’allarme lanciato dagli esperti che impegnano la loro vita nella ricerca sull’ambiente. L’UOMO continua a pensare all’ambiente come a una risorsa inesauribile, da usare senza nessun riguardo e ha inferto ferite gravissime alle foreste,al sottosuolo, alle montagne, ai fiumi e ai mari. E’ ora di cambiare. Non si potrà tornare indietro, ma se ci impegniamo a ridurre il più possibile l’emissione di CO2, l’aumento della temperatura entro il 2010 sarà di 1° e mezzo anziché 4/5°. Le condizioni del clima e quindi della terra possono migliorare se ognuno di noi inizia ad introdurre dei piccoli cambiamenti alla vita di tutti i giorni: non costano niente, ma, nell’insieme, possono davvero fare la differenza. Si tratta di utilizzare mezzi pubblici, o di spostarsi in bici oppure a piedi invece di usare sempre l’auto; si deve sprecare meno energia facendo, ad esempio, una lavatrice o una lavastoviglie a pieno carico e utilizzando lampadine a risparmio energetico; si deve fare la raccolta differenziata dei rifiuti, tenere bassa la temperatura dell’impianto di riscaldamento e limitare l’uso dei condizionatori. Ma tutto ciò non basta, serve anche il contributo delle piccole, medie e grandi imprese alle quali è chiesto di abbassare l’emissione delle polveri sottili e dei gas serra nell’atmosfera. Applicare questi cambiamenti può essere impegnativo, ma non impossibile e magari si riuscirà davvero a rendere migliore la vita delle generazioni future. Perché non provare? Faccetta Martina, Pazzi Eva, Fabbri Giulia, Garavini Pietro, Visani Sofia (classe 3ªA)

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