Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Lo sport, una palestra di vita

 

NEGLI ULTIMI anni la pallamano di Carpi è stata un gruppo di “elite” in Italia da cui sono passati giocatori di tutto il mondo: Argentina, Uruguay, Brasile, Croazia, Serbia, Australia... La Pallamano di Carpi è stata tra le squadre migliori di Carpi vincendo anche una supercoppa italiana. Abbiamo rivolto qualche domanda a Marco Beltrami, capitano della Terraquilia Handball Carpi, incuriosite da questo sport per noi sconosciuto. Come inizia la tua carriera? «Ho iniziato a giocare a pallamano a 12 anni, praticamente quando frequentavo le scuole medie. Una mattina sono venuti a scuola degli istruttori a spiegarci come funzionava il gioco e da lì è iniziata la mia carriera. Da allora ho sempre giocato per il Carpi. Inizialmente non è stato facile perché devi affrontare giocatori grandi, esperti. Io ero l’unico ragazzo a Carpi ad allenarsi con la prima squadra, però grazie all’impegno, al sacrificio e alla dedizione sono riuscito a togliermi parecchie soddisfazioni. Forse non tutte le persone sanno che il lavoro dello sportivo non si conclude esclusivamente nelle ore di allenamento, ma impegna tutte le ore del giorno!» Parlaci un po’ delle regole del gioco... «Ci alleniamo due volte al giorno, tutti i giorni in una palestra della città e il sabato facciamo la partita. La squadra è composta da 14 giocatori, 7 in campo e 7 in panchina. La mia squadra è solo maschile. Una partita dura due tempi da 20 minuti. Il Campionato è diviso in tre gironi: Nord, Centro e Sud e successivamente ci si scontra con le squadre degli altri gironi». Come ci si sente a giocare in serie A? «La serie A è un premio per gli sforzi fatti in tutti questi anni, allenandosi quotidianamente per tutta la settimana. Io sono molto contento e soddisfatto di aver avuto questa possibilità, di avere conosciuto persone incredibili di tutto il mondo che mi hanno insegnato tanto e che mi hanno mostrato cose di cui non conoscevo l’esistenza. Per me lo sport è anche questo: spirito di gruppo e l’opportunità di relazionarmi con persone con culture diverse che mi hanno arricchito anche spiritualmente. Quest’anno la Pallamano Carpi ha dovuto rinunciare ad alcuni giocatori così abbiamo costruito una squadra molto giovane. Io come Capitano sento il dovere di trasmettere a questi giovani quello che gli altri hanno trasmesso a me: le tecniche, ma anche la disciplina, il senso del “gruppo”, il rispetto per l’avversario, l’essere sportivi...Siamo un bel gruppo e spero che continueremo ad avere grandi successi. Lo sport non è solo tecnica e competizione, ma anche palestra di vita. Questo pensiero va sempre coltivato». Carlotta Lugli e Matilde Prandi Classe 2°F

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