Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

L’insegnamento dato da Carlo Urbani

CONOSCERE la storia di Carlo Urbani ci ha fatto riflettere sulla nostra vita e sulla realtà che ci circonda e ci siamo resi conto che non è facile aprire gli occhi sul mondo e al mondo stesso, sia perché abbiamo paura, sembriamo grandi ma in realtà non lo siamo, sia perché è difficile proiettarci verso l’esterno e affrontare situazioni nuove. Viviamo in un mondo complesso, diviso a metà, dove le ricchezze, ma soprattutto le risorse, sono concentrate nelle mani di pochi, in cui molta gente non riesce a soddisfare i bisogni primari come mangiare, bere e avere un tetto per ripararsi. La consapevolezza di queste verità da una parte ci rende timorosi, dall’altra suscita in noi la voglia di fare qualcosa, ma nello stesso ci sentiamo impotenti, ci poniamo tante domande alle quali gli adulti che ci circondano cercano di rispondere facendosi capire, ma non sempre tutto ha un senso. Forse diventare grandi significa anche questo. Sicuramente nel nostro percorso di crescita, fondamentale è la presenza della famiglia che deve sempre rimanere il nostro punto fermo, un riferimento costante, ma un ruolo importante ce l’hanno di sicuro gli amici. Ma che cos’è l’amicizia? L’amicizia è una forma di affetto che unisce una o più persone: due persone sono amiche quando sono legate da un sentimento forte e disinteressato, ma questo può e deve sconfinare dal rapporto intimo tra due o poche persone, per manifestarsi in forme più complesse quali appunto il volontariato, l’accoglienza, l’accettazione come ci insegna appunto, la storia di Carlo Urbani. L’amicizia, che alla nostra età vediamo come qualcosa di esclusivo, deve evolvere in manifestazioni più totali che siano di aiuto verso l’altro. Solo quando matureremo la consapevolezza dell’importanza della solidarietà, del rispetto, dell’amore incondizionato, allora il mondo sarà un posto migliore, quel mondo che ha bisogno di ognuno di noi e del contributo di tutti. I grandi cambiamenti iniziano dalle piccole cose perché l’importante è che ognuno di noi dia il proprio contributo. Classe II D

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