Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«La mia missione tra i bimbi africani»

A SCUOLA è stato invitato Giancarlo Giulietti a raccontarci l’esperienza di solidarietà e volontariato in un villaggio di Okolà, piccolo centro del Camerum. Dopo una breve presentazione, Giulietti ci ha detto di avere scelto di fare questa coraggiosa esperienza dopo essere andato in pensione, per vivere sulla propria pelle ciò di cui aveva, sino ad allora, soltanto sentito parlare, ma soprattutto per sentirsi parte di una cosa veramente bella e indimenticabile. Ciò che ha vissuto lo ha ricostruito in un video che ci ha proiettato, commentando e spiegandoci ciò che vedevamo. Nel villaggio ci sono le capanne e la grande casa accoglienza San Francesco d’Assisi, con una biblioteca, una scuola, un salone per il pranzo e una piccola infermeria, che lo stesso Giulietti provvede a rifornire di medicinali ogni volta che rientra in Italia per qualche periodo. Tutte quelle immagini mi hanno interessata e affascinata; è stato molto bello vedere tutti quei ragazzi che abbracciano Giulietti quando arriva al villaggio, i loro sorrisi per un semplice piatto di riso e patate, i loro occhi grandi e luminosi, la grande gioia per un semplice bagno al fiume e lo stupore di quella ragazza che, per avere superato un esame, riceve un meritato regalo. Credo sia stupendo avere questa sensazione di gratitudine da parte di chi stai cercando di aiutare; queste immagini mi hanno fatto riflettere e capire che, per chi ha poco, basta poco per sentirsi felice. Non so se riuscirei mai a fare la stessa scelta di Giulietti, ma vedere quella grande gioia in quegli occhi fa venire veramente voglia di provare! Federica Petrini 1ª C * * * UN PEZZO di Africa è entrato a scuola. Giulietti ci ha raccontato come vivono in un piccolo villaggio le persone e anche i ragazzini della nostra età. Grazie alla collaborazione di molte persone che vivono in Italia, è stata costruita una casa famiglia in cui sono ospitati molti bambini e ragazzini, che permette di garantire loro cibo, giocattoli, medicine e vestiti. Inoltre, a due chilometri dalla casa sono stati costruiti due pozzi, dove questi bambini possono prendere l’acqua. È anche un posto dove possono divertirsi, giocare, fare i compiti, fortunatamente hanno una scuola dove possono imparare, anche se è molto lontana dalla casa. La mattina, infatti, vanno a scuola a piedi, poiché non vi sono altri mezzi. Quando tornano, si fermano a pranzo e adorano mangiare patate, riso, canna da zucchero e molti prodotti presi dal loro orto. Nel pomeriggio, dopo avere fatto i compiti, i bambini si divertono a giocare a calcio, mentre i più grandi aiutano gli adulti nelle faccende domestiche e in cucina. La domenica anche loro vanno a messa: sono cristiani, ma le loro celebrazioni sono più lunghe e più ricche di preghiere, balli e canti allegri. I bambini in questa casa famiglia hanno poco spazio e visto che hanno pochi letti a castello, dormono in tre o quattro di sotto, mente i più grandi di sopra in due. In futuro, però, si pensa di costruire un’altra casa vicina ai pozzi, così da non dovere fare due chilometri a piedi con delle taniche per prendere l’acqua. A volte vengono aiutati dalle suore che vivono nelle vicinanze, soprattutto con il prestito dell’automobile per andare a prendere l’acqua. I racconti di Giulietti e le foto mostrate ci hanno toccato e ci hanno fatto riflettere sul fatto che noi che possiamo avere tutto, a volte ci lamentiamo che non è abbastanza, mentre loro che non possono avere sempre, anzi, quasi mai, quel che vogliono, sorridono sempre. Giulia Ippoliti, Tommaso Carassai, Sofia Dicarlo 1ª C

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