Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

L’Italia minacciata dai rischi ambientali

OGGIGIORNO la gente ha sempre più paura che possa avvenire qualche disastro ambientale da un momento all’altro: ma l’Italia è davvero un paese a rischio ambientale? Secondo varie previsioni è proprio così. Confrontando diversi dati, in Italia nel 2015 non si sono verificati fortunatamente eventi in grado di produrre danni. Nel 2015 i terremoti rilevati sono stati 1.963, due dei quali con epicentri molto profondi. È evidente che esiste un alto rischio anche per il patrimonio culturale, dal momento che i beni artistici situati in comuni classificati in zona sismica sono pari al 5,4% del nostro intero patrimonio artistico. Il clima caldo è una delle note più dolenti, legato alla temperatura media con l’incremento registrato negli ultimi anni, che è stato quasi sempre superiore a quello medio globale rilevato sulla terraferma e rappresenta il ventiquattresimo valore annuale positivo consecutivo. Il rischio di disastri idrogeologici, rispetto alla zona di residenza, preoccupa quasi la metà della popolazione italiana dato che, secondo un rapporto della Protezione Civile, oltre 3,5 milioni di cittadini sono esposti al pericolo di frane o alluvioni. Ma uno dei fattori più importanti per i rischi ambientali è sicuramente l’inquinamento. La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. I responsabili? Il traffico automobilistico, come si può facilmente immaginare. Ma con qualche sorpresa: ormai pesano in modo significativo anche il riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet ed anche l’agricoltura. Oltre il traffico autostradale, i dati rivelano che ci sono altre sorgenti di inquinamento, come l’industria, che anche con l’aumento dello smaltimento dei rifiuti e delle innovazioni tecnologiche, purtroppo, non è riuscita a risolvere. In compenso, ci sono molte società che tutelano l’ambiente. Si possono ricordare Iren Ambiente, Guardia Nazionale Ambientale, Istituto Nazionale di Urbanistica e Wwf. Ruben Esposito III C

per leggere la pagina clicca qui