Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Grinta e allenamento per sfidare i limiti»

ECCO un’intervista doppia a due grandi sportivi settempedani, gli eroi di acciaio Andrea Eugeni e Alberto Cambio, che hanno portato a termine delle gare durissime, rispettivamente la  «7Emirates Run», una corsa di 497 chilometri nel deserto degli Emirati Arabi Uniti nella quale Eugeni ha trionfato, e l’Ultratriathlon, un mix estremo di nuoto, di corsa a piedi e in bicicletta tra i più duri al mondo, concluso poi da Cambio in 246 ore, 10 minuti e 36 secondi. Durante la giornata, quando e quanto vi allenate? Eugeni: «Vivendo nell’isola di Gran Canaria (Spagna), un posto fantastico, ho la fortuna grazie al clima di poter scegliere di allenarmi in qualsiasi momento alle più svariate condizioni atmosferiche. Possiamo passare nel giro di pochi chilometri dalle dune desertiche con caldo e vento, ai 2.000 metri di altitudine con freddo, pietre, pioggia e anche neve d’inverno. Generalmente qui l’eterna primavera fa sì che qualsiasi momento libero possa essere sfruttato per correre in mezzo alla natura. Spesso adoro uscire di notte col frontale in testa per godere della pace più pura in montagna; oppure mi sveglio presto il mattino per poi farmi un bagno nell’oceano, poi colazione e via al lavoro pieno di energia e positività. In vista di gare estreme mi faccio aiutare dal mio preparatore professionista, Danilo Centonze. Generalmente mi alleno cinque giorni alla settimana, con due sessioni a corpo libero insieme a Danilo per dare forza ed elasticità ai muscoli, oltre a equilibrio a corpo e mente, e uscite in bici e di corsa che possono arrivare anche a 80-100 chilometri alla settimana». Cambio: «Mi alleno tutta la settimana, nei giorni feriali un’ora e mezza o due, mentre nel fine settimana arrivo a cinque o sei ore». Come riuscite a conciliare sport e lavoro? Eugeni: «Dal 2005 mi sono trasferito a Gran Canaria, dove ho una distribuzione esclusiva di prodotti alimentari e una produzione artigianale di pasta e dolci. Anni fa ero da solo a portare avanti il lavoro con mille difficoltà: mi sono trovato a distribuire in tutte le isole dell’arcipelago e a gestire tanti dipendenti. Spesso ho dovuto fare fronte alla mancanza di tempo e alla stanchezza, che non aiutano ad avere una giusta preparazione. Ho dovuto sottopormi a visite mediche anche preoccupanti, grazie alle quali però ho scoperto di essere bradicardico, con 42 pulsazioni al minuto a riposo. Perciò un cardiologo mi ha consigliato di iniziare a correre. Poi la passione e l’amore per lo sport mi hanno permesso di superare qualsiasi ostacolo». Cambio: «Sono un geometra sia dipendente che libero professionista. Innanzitutto faccio tantissimi sacrifici. La mattina mi sveglio prestissimo, mi alleno e poi vado al lavoro, oppure vado ad allenarmi la sera tardi; altre volte faccio un piccolo pasto invece di pranzare, e poi mi dedico al training». Come coinvolgete la vosta famiglia? Eugeni: «Purtroppo la mia famiglia vive lontano e l’unica maniera di coinvolgerla è cercando di trasmettere il mio entusiasmo e passione per le sfide che mi propongono. Non è facile far capire che è sano e stupendo affrontare sfide di gare in autosufficienza nel deserto o multidays di centinaia e centinaia di chilometri. Ma sanno che un po’ pazzo lo sono. Mi chiamano tedesco perché, quando mi pongo un obiettivo, difficilmente desisto. Quando vengono a trovarmi, si appassionano anche loro all’ambiente che frequento e, come nel caso dell’ultima gara di 500 chilometri in sette giorni nel deserto degli Emirati, si entusiasmano seguendo la mia cronaca giornaliera su Facebook. Hanno organizzato una festa a sorpresa per la vittoria al mio ritorno con tutti gli amici». Cambio: «Mio figlio Giacomo e mia moglie Milena mi seguono e mi sostengono a ogni gara. Mia moglie, in special modo, mi aiuta moltissimo, perché oltre a fare il tifo per me, mi prepara i pasti con cura e mi lava i vestiti per le gare». Che tattica usate per prepararvi alla corsa? Eugeni: «Ce ne sono davvero poche: semplicemente bisogna adattare il corpo a sottomettersi a giorni consecutivi di corsa, bisogna ‘mentalizzarsi’, idratarsi e mangiare bene durante le tante ore di corsa, ma soprattutto riuscire a conoscere bene se stessi e avere una connessione con la natura per passare tanto tempo tra mille difficoltà. Non solo per non mollare, ma per fare sembrare ogni istante unico e magnifico senza fare pesare lo sforzo disumano che si sta facendo». Cambio: «Mi sono focalizzato parecchio sulla preparazione mentale, perché altrimenti non si riesce. Non mi sono mai fatto prendere la mano dagli allenamenti perché, a ridosso della gara, quel che è fatto è fatto». Avete mai pensato di mollare nei momenti di difficoltà? Eugeni: «Credo che in gare come queste il pensiero di mollare sia sempre presente, perché di difficoltà se ne passano tante. Possono essere la semplice stanchezza che prova a vincerti, anche problemi di stomaco, crampi, il caldo o il freddo, la pioggia o semplicemente cadute con conseguenti leggere lesioni. Ho fatto gare in autosufficienza nel deserto del Sahara, oppure 35 ore consecutive correndo per le montagne per 176 chilometri e con più di 2.100 metri di dislivello, o tappe consecutive di oltre 70 chilometri per diversi giorni. In tutte queste gare ho capito che, infortuni a parte, l’unica cosa che può sconfiggerci è la mente». Cambio: «Sì, l’ho pensato migliaia di volte ma è lì che devi essere forte e continuare. Io ce l’ho fatta». Dovete seguire un’alimentazione molto rigida? Eugeni: «Mangio di tutto e in quantità, se non fosse per lo sport sicuramente soffrirei di obesità. Non so cosa siano alimenti proteici speciali, ma di sicuro quello che amo è mangiare sano, grazie anche alla cultura alimentare che mia madre sin da piccolo mi ha inculcato. Adoro la pasta in tutte le sue forme e colori, ma con i sughi più semplici, verdure, frutta e legumi in quantità, meno carne e pesce». Cambio: «Sì, dovrei ma non la seguo, però grazie al metabolismo veloce riesco a stare sempre in forma. Non prendo chili superflui». «Il consiglio che posso dare ai giovani – conclude Eugeni – è di credere in se stessi e che il futuro si costruisce giorno dopo giorno, senza avere fretta: i sogni sono dietro l’angolo, sta a voi raggiungerli». Cecilia Tiberi, Tommaso Corna, Lorenzo Menichelli, Stefano Marrese, Leonardo Fossaroli, Sebastiano Sabatino, Ilia Ciriaci, Nicola Borri, Gurkaran Singh, Natan Rrika, Federico Shabani III C

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