Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La ricetta della nonna, un gran segreto


«NON te lo posso dire! E’ una ricetta di famiglia.» La ricetta della nonna: un segreto che ogni casa custodisce gelosamente nel tempo. E’ il piatto che riuniva tutti nel pranzo della domenica quando la «Vergara» dava il meglio di sé. Indaffaratissima nel suo immancabile grembiule gestiva e controllava che ogni pietanza, come il resto della casa, fosse perfetta per la speciale occasione. Il «suo» piatto era atteso dalla numerosa famiglia, che vi si riconosceva, tanto che il gusto ed il profumo richiamano alla memoria il passato. Le stesse ricette, quasi un simbolo, divengono mille piatti diversi, ciascuno con il suo segreto. La pizza di fichi nelle sue infinite varianti per l’elaborata preparazione riuniva più vergare, che a turno mettevano a disposizione la propria casa. I loro occhi brillavano quando riprendevano le pizze al forno, dopo averne seguito e controllato la cottura con cura, senza mai abbandonarle. E nessuna avrebbe mai svelato il suo ingrediente speciale. I «vincisgrassi» erano la pietanza sostanziosa della festa: vari strati di pasta all’uovo conditi con ragù di zampe di gallina, interiora di pollo, ossa di maiale. La «galantina», prelibatezza dei paesi marchigiani, era tra le pietanze più attese della Pasqua quasi una primavera di colori e sapori nel piatto. Una vera sorpresa pasquale. Come i «maritozzi» dall’impasto semplice e povero, preparati la sera e lievitati accanto al fuoco, divenivano il dolce del giorno festivo. All’uccisione del maiale seguiva la «salata» ed era tradizione riunirsi intorno a «lu pulentò» condito con carne e cotiche di maiale. Un piatto domenicale più semplice erano i «taccù»: l’impasto di acqua e farina di tritello ruotato sul matterello diveniva sfoglia che, tagliata in varie grandezze e condita con sugo finto, era la pietanza povera per le famiglie numerose, come gli «appicica santi», tagliolini di sfoglia ruvida e grumosa, senza uovo. A Natale il vero regalo erano i tortellini in brodo di carne, squisitezza rara, ricca, riservata per le feste comandate, il cui profumo riporta la memoria indietro nel tempo. Le ricette della nonna sono un bene prezioso, un filo che lega il presente al passato conservandolo gelosamente e con amore, anche in libretti ingialliti. Sono la memoria della famiglia e di un territorio, un bene culturale che racconta le difficoltà di un periodo ma anche le semplici gioie di una festa. Classe II A

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