Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Imparare giocando si può. A scuola di solidarietà con la coop sociale Equamente

IL 13 NOVEMBRE 2017 abbiamo partecipato al progetto ‘Straniero a chi?’ della cooperativa sociale Equamente. Lucia, Melania e Martina, tre ragazze che lavorano in quest’organizzazione di volontariato, sono intervenute per spiegarci, attraverso attività ludiche, cosa è il commercio equo e solidale. La bottega presso la quale lavorano rivende prodotti di produttori, in particolare del Sud del mondo, che sono marginalizzati dal mercato internazionale, con lo scopo di favorire una situazione di autosufficienza economica e rispetto dei diritti umani secondo un codice etico e di trasparenza. Questi prodotti sul mercato costano lievemente di più rispetto a quelli della filiera commerciale tradizionale, ma ciò significa che gli operatori del commercio equo solidale verificano il corretto operato dei produttori di materie prime. Essere equi è lo scopo della cooperativa e significa essere uguali verso tutti i lavoratori e solidali, cioè di aiuto nei loro confronti. Attraverso un gioco proposto alla classe, utilizzando dei semplici limoni, abbiamo imparato che ogni cosa, in una visione d’insieme, appare uguale a tutte le altre, mentre presa singolarmente, risulta ricca di particolarità e differenze che la caratterizzano come unica. In questa maniera siamo riusciti a demolire i nostri pregiudizi e a vedere che ogni persona è differente e non stereotipata, ma ricca di caratteristiche proprie. Anche noi abbiamo infine riconosciuto che quello che è importante è creare sempre una relazione tra se stessi e l’altro. Un altro gioco ci ha fatto riflettere sulla distribuzione della ricchezza globale. Avevamo tante idee contrastanti, come ritenere che l’Europa sia un continente povero, dal momento che è attraversato da una grave crisi economica, ma ci siamo resi conto che la distribuzione della ricchezza nel mondo è così tanto disomogenea che, rispetto al numero degli abitanti, i paesi più ricchi sono quelli che hanno una densità minore di popolazione. Ciò causa da sempre movimenti migratori da paesi poveri a paesi ricchi. La povertà è tra le principali cause di immigrazione, insieme alle guerre come quelle della vicina area del Mediterraneo, costringono tante persone a mettersi in cammino per trovare una terra che li possa accogliere e dar loro nuova fiducia. ESISTONO oggi anche i migranti per ragioni legate ad importanti sconvolgimenti climatici e ambientali. Tra gli immigrati esistono anche i profughi. Secondo l’UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, negli ultimi 2 anni il 51% dei profughi è costituito da bambini. Dal 2015 nel mondo sono 65 milioni gli esseri umani in fuga, di cui 19,5 i rifugiati, molti altri milioni di sfollati e i richiedenti asilo, per ragioni politiche, sono 1,8 milioni. A Martina abbiamo chiesto: «Ma dove vanno questi milioni di esseri umani nel mondo?». La risposta ce l’hanno fornita attraverso dei dati onu: una classifica ufficiale dei paesi ospitanti vede al prima posto la Turchia (1,59 milioni), seguita dal Pakistan (1,51 milioni) e dal Libano (1,15). Se guardiamo al rapporto tra rifugiati e cittadini, il primato della mano tesa va al Libano: 232 rifugiati ogni mille abitanti. In Italia ci sono 1,9 rifugiati ogni 1.000 abitanti. Questo progetto ci ha dato l’opportunità di approfondire il concetto di solidarietà, cooperazione, e ha stimolato in noi una maggiore accettazione della diversità, per una migliore convivenza interculturale. Lucia, Melania e Martina hanno affrontato tematiche complesse ma ci hanno fatto capire in maniera semplice che, senza un confronto globale, non si può conoscere una situazione e tanto meno capire le ragioni di tanta sofferenza e miseria nel mondo. Stimolati al confronto, molti di noi hanno cambiatopunto di vista nei confronti dei paesi poveri che rischiano ancora oggi di essere oggetto di pregiudizio. classe 3ªM

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