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Il grande cuore di Elena Tosetti

ELENA TOSETTI nasce a Fanano il 18 agosto 1907 da Alfredo Tosetti e da Teresa Uguccioni, maestra elementare molto stimata e consegue la licenza elementare. Nel 1930 sposa Domenico Foli, calzolaio, dal loro matrimonio nascono tre figli: Wanda, Gabriele e Clementina. Era una comunista, una casalinga, una donna di famiglia con spiccata personalità e tanto coraggio. Fu eletta a capo del comune di Fanano il 7 aprile 1946 alle prime consultazioni democratiche a suffragio universale appoggiata da una coalizione PCI- PSI, diventando così una delle prime dieci sindaco donna d’Italia. Il decreto del 10 Marzo 1946 conferiva l’eleggibilità alle cariche amministrative alle italiane di almeno 25 anni: da questa data in poi le donne potevano ritenersi cittadine a pieni diritti. Si trovò a fronteggiare una situazione disastrosa: il paese semidistrutto dai bombardamenti, la viabilità compromessa dai sabotaggi dei tedeschi in ritirata, le scuole danneggiate o inagibili, le casse comunali vuote, da oltre tre mesi i dipendenti comunali non ricevevano lo stipendio, gli arredi e l’ufficio dell’anagrafe distrutti a causa dell’ incendio del maggio 1944; venivano così perse anche le informazione sull’infanzia di Elena. La disoccupazione era altissima, molti i senza tetto, gli indigenti, gli sfollati, vecchi e bambini, bisognosi di cure. Elena operò con grande fermezza e determinazione, applicando una politica dal basso, mettendo al centro del suo operato la gente. La sua idea di giustizia può riassumersi così: dare di più a chi ha meno. Mise in campo diverse misure sociali: il soggiorno nelle colonie marine per i bambini poveri e bisognosi di cure, l’edificazione delle case popolari, e soprattutto, il prestito d’onore; concessione di denaro sulla base della promessa di restituzione sulla parola. Elena non si impegnò solo alla ricostruzione, aveva in mente progetti per lo sviluppo turistico - culturale di Fanano come: la costruzione della strada Fondovalle Panaro che collegasse Fanano e gli altri centri dell’Appennino alla pianura, la progettazione di una ferrovia Modena-Lucca, la realizzazione di case popolari, la valorizzazione della figura di Felice Pedroni, il pioniere di Trignano che fondò la città di Fairbanks in Alaska. Il 16 marzo 1947 uscì sulla Domenica del Corriere una tavola di Walter Molino raffigurante la “sindachessa che non trovando uomini disposti a spalare la neve scese in piazza con i dipendenti comunali”: così una donna dava l’esempio. Tutto questo impegno non la ripagò perché sì autosospese nel 1950 dopo una denuncia anonima. Pochi giorni prima della sua morte, avvenuta il 18 Giugno 1957, fu completamente assolta da ogni accusa.

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