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Storia del consiglio comunale dei ragazzi

IN ITALIA i primi consigli comunali dei ragazzi sono stati istituiti nel 1993 e attivati per scelta autonoma di alcuni sindaci in collaborazione con le scuole medie, che hanno raccolto l’invito dell’Unicef-Italia ad attivarsi quali «difensori dei bambini». Nel comune di Grottammare il Ccr, ovvero il consiglio comunale dei ragazzi, è presente da vent’anni. Tutto ha inizio nel 1998 grazie alla passione dei «mitici» professori Marco Foglia, Giorgio Troli e Carlo Civardi. Dal 2002 il compito è stato ereditato dalla professoressa Silvia Alimenti, che da quella data ne è coordinatrice e referente affiancata, negli ultimi anni, dalla consigliera comunale, Franca Picchi e dal professor Marco Pompa. Ma, che cos’è il consiglio dei ragazzi? E’ un momento di condivisione e confronto che cerca di educare i giovani cittadini a fare le scelte più giuste rispetto alle proprie esigenze. Inoltre, per l’Istituzione scolastica, rappresenta un laboratorio che dà la possibilità a noi ragazzi di affrontare i problemi del nostro territorio e di familiarizzare con la vita pubblica, permettendoci di conoscere il funzionamento della macchina comunale. Il Ccr, regolato da un proprio Statuto, è simile a un vero e proprio consiglio comunale composto di consiglieri eletti all’interno delle proprie classi (quinte della scuola primaria e prime, seconde e terze della scuola secondaria di primo grado), da un sindaco, di classe terza secondaria, scelto con elezione diretta dagli studenti e infine da un segretario nominato dal sindaco stesso. E’ poi il consiglio a nominare gli assessori. Durante l’anno scolastico il Ccr si riunisce settimanalmente con un ordine del giorno, definito dal sindaco, riguardante la vita scolastica, la partecipazione a varie manifestazioni organizzate dal Comune di Grottammare e la trattazione di un tema in preparazione del forum che terminerà le attività nel mese di maggio. Quest’anno l’argomento scelto è: «Più che un gioco», cioè lo sport inteso come evoluzione del gioco ludico in gioco sportivo. Perché parlare di sport? Perché lo sport incarna i valori di: benessere, lealtà, condivisione di gioie, sacrifici, emozioni, ma soprattutto relazione. Noi adolescenti viviamo il bisogno fondamentale di stare insieme che, oggi, si realizza facilmente attraverso i social network. La socializzazione digitale ci permette di entrare in contatto con gli altri in modo differente da quello dei nostri genitori. I ragazzi fino a qualche tempo fa si conoscevano stando fuori di casa, uscendo a giocare a calcio nel parchetto, andando a scuola o facendo sport. Può l’era di facebook, instagram, snapchat tenerci lontani da un calcio a un pallone?

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