Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Quei bambini dall’infanzia negata costretti a rubare e combattere

«CONTRO ogni terrore che ostacola il cammino il mondo si rialza col sorriso di un bambino». Queste parole prese dal testo della canzone vincitrice della sessantottesima edizione di Sanremo, sono state lo spunto per riflettere su alcune tematiche che hanno avuto come riferimento la Dichiarazione dei Diritti dei Fanciulli. La visione di cortometraggi e filmati sui diritti negati ci hanno aiutato a capire quanto siamo fortunati. È drammatico sapere che molti ragazzi sono ‘invisibili’, schiavizzati, sfruttati, senza libertà, soli, senza una casa in cui vivere o dormire. Spesso ci lamentiamo di tutto e non ci accorgiamo di quanto siamo fortunati: esistiamo, siamo liberi, abbiamo accanto chi ci vuole bene, un ‘nido’ e un letto caldo in cui dormire. Nei Paesi più poveri del mondo molti fanciulli lottano ogni giorno per sopravvivere alla miseria rubando, prostituendosi, drogandosi, combattendo. Accanto a noi ci sono amici che soffrono ma non ce ne accorgiamo, perché i nostri pensieri fluttuano in altri ‘lidi’. [QN11EVIBLU] I nostri[/QN11EVIBLU] cuori sono rimasti turbati dalle terribili immagini del cortometraggio tratto da ‘All the invisible children’. Il protagonista è un ragazzo dodicenne che vive in Africa ed è costretto a fare il soldato: la sua non è una guerra virtuale, è una guerra reale alla quale partecipa senza consapevolezza, obbedendo a ordini assurdi e privi di senso. È costretto a mettere una bomba all’interno della sua scuola, il luogo in cui ha condiviso esperienze importanti. La scuola, il tempio della cultura e delle opportunità, che spesso molti di noi non apprezzano. Il filmato si basa sulla potenza delle immagini, tanto che i personaggi parlano in poche scene cruenti. In particolare siamo rimasti emotivamente coinvolti dall’immagine in cui il fiume, simbolo di vita, scorre e trasporta un elmetto simbolo di morte e dell’infanzia negata. TUTTO questo ci ha ispirato. Abbiamo scritto poesie a favore dei fanciulli, dei diritti negati, come inno alla Pace. In questo mondo in cui la violenza la fa da ‘padrona’ c’è bisogno di profondità ma anche di spensieratezza. Vogliamo ringraziare Ermal Meta e Fabrizio Moro per aver scritto una canzone che ci ha permesso di riflettere su alcuni problemi che affliggono la nostra società. Abbiamo compreso quanto la vita sia un dono meraviglioso. Ci uniamo al loro ‘grido d’amore’ affinché le assurde guerre, che affliggono il nostro meraviglioso mondo, finiscano e tutto possa ricominciare dal ‘sorriso di un bambino’. E ora i nostri versi volano affinché i diritti dei fanciulli diventino realtà: abbiamo fatto volare le nostre poesie con dei palloncini come gesto simbolico per dimostrare che tutti noi siamo dalla parte dei diritti di tutti i fanciulli. Le nostre parole vogliono essere un ‘grido d’amore’ per la pace nel mondo. Classe 2C Prof Emanuela Valzania