Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La scoperta dell’arte con i cinque sensi

TRE PRIME classi della scuola secondaria «Raffaello Sanzio» di Porto Potenza sono andate in visita al museo tattile statale Omero, che si trova ad Ancona, alla mole vanvitelliana, e dove sono conservate opere originali, ma si trovano anche riproduzioni di sculture, pitture (copie a rilievo) e architetture (modellini in scala) ricreati il più possibile simili all’originale nelle fattezze e nei materiali. Il museo presenta varie sale, dove è possibile toccare con mano le statue più famose dall’antichità a oggi, anche girandovi intorno o salendo su pedane mobili per l’esplorazione dall’alto. Nel museo sono presenti attività aggiuntive per studenti, come il laboratorio di scrittura e lettura con il sistema Braille, usato dalle persone non vedenti. L’idea di fare nascere ad Ancona un museo d’arte per non vedenti, ma aperto a tutti, è venuta nel 1985 ad Aldo Grassini e Daniela Bottegoni, una coppia di appassionati di arte e viaggi, entrambi non vedenti. A loro non era stato consentito di conoscere la storia dell’arte attraverso il tatto perché quando entravano in vari musei non glielo permettevano. C’ERA sempre chi diceva loro: «È vietato toccare!» Il museo tattile di Ancona, inaugurato nel 1993 su ispirazione dell’Unione italiana ciechi e col contributo della Regione, è basato sull’idea, molto apprezzata da noi ragazzi, di offrire ai turisti la possibilità di conoscere statue, dipinti e architetture di ogni epoca e corrente artistica non attraverso la vista, ma attraverso la sorprendente prospettiva del tatto. Anche le descrizioni delle opere e i cartelli che illustrano le correnti artistiche sono in scrittura Braille. Il museo ci è sembrato uno spazio culturale piacevole e produttivo, in cui ci siamo mossi divisi in gruppi, seguendo un percorso ben organizzato, ma flessibile, che si è adattato alle nostre curiosità e aspettative. Abbiamo potuto ammirare prima e con una benda sugli occhi poi toccare copie dal vero, a grandezza naturale o in scala, dei più famosi capolavori d’arte classica, moderna e contemporanea, dal Partenone alla Lupa capitolina, dalla Pietà di Michelangelo a Guernica di Picasso. POI un’altra guida ci ha fatto provare la tecnica di scrittura dei ciechi, ossia il Braille. Consiste in simboli formati da un massimo di sei punti, impressi con un punteruolo su fogli di carta spessa o di plastica dentro caselle grandi circa 3 millimetri per 2, in modo che sul rovescio del foglio il non vedente senta col dito ciò che imprime sul dritto. Abbiamo scoperto che con la tavoletta Braille si deve scrivere al contrario rispetto alla reale posizione dei simboli e che il Braille è utilizzato anche sulle tastiere dei computer. Infine siamo usciti dal museo fermandoci nel piazzale della mole, dove un’altra guida ci ha parlato di questo edificio, progettato dall’architetto Luigi Vanvitelli nel 1733 e usato sia come fortificazione a difesa del porto di Ancona, sia come lazzaretto, cioè come ospedale per i contagiati. Al centro del cortile abbiamo visto il tempietto dedicato a San Rocco, protettore dalla peste e da altre epidemie; all’interno si celebravano le funzioni religiose, così tutte le persone che per motivi di salute erano ricoverate nelle stanze del lazzaretto potevano assistere dalle finestre dell’edificio alla messa che si svolgeva nel tempietto senza trasmettere agli altri la malattia. Noi invece, tutti insieme e col classico sorriso da gita scolastica, ci siamo messi in posa sui gradini per una classica foto-ricordo. Un’altra esperienza interessante è stata la visita del porto di Ancona: usciti dalla mole, la guida ha dato a ogni ragazzo una cartina della zona e ci ha condotto a piedi «a spasso con Traiano», in giro per le vie del porto fino all’arco dedicato all’imperatore romano, che da Ancona (in greco vuol dire gomito) salpò con la sua flotta per conquistare la Dacia. Lungo il percorso abbiamo incontrato tratti delle antiche mura e altri monumenti, come Porta Pia. Abbiamo anche potuto ammirare il porto turistico, da dove partono le navi per la Croazia e per la Grecia. LA VISITA al porto di Ancona e al museo tattile è stata utile per conoscere l’arte e la storia dal vivo e con tutti i cinque sensi: in special modo è stato particolare toccare le opere d’arte contemporanea durante l’esperienza da bendati e poi cercare a memoria di fare sulla carta il disegno mentale che si era formato durante il contatto delle mani con le opere. Questa esperienza ha fatto capire a tutti noi ragazzi come la vita delle persone cieche sia uguale alla nostra, anche se privilegiamo sensi diversi. C’è stato persino il momento in cui, prima di terminare la visita guidata, abbiamo visto nel museo la «Tavola celeste», un lungo tavolo da pranzo di dieci metri, apparecchiato artisticamente con oggetti da cucina di ogni specie e provenienza (dalle padelle ai frullatori, dai bicchieri alle bottiglie e ai coperchi), esposti in modo che si potessero toccare con le mani e con gli occhi bendati, per un approccio che, come in tutto il museo Omero, coniuga il divertimento, lo stupore e approfondimento.

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