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I «Writers» tra arte e vandalismo

KILROY was here (Kilroy è stato qui), così scrivevano i soldati americani durante la seconda guerra mondiale, quando penetrando nell’Europa si fermavano in un qualche luogo. Quello fu il primo murales della storia moderna, parente lontano dei graffiti dell’era paleolitica. Nella frazione di Osimo Stazione, in provincia di Ancona, non sono passati soldati americani, eppure sui muri qualcuno ha lasciato il suo segno: murales o scarabocchi? Per capire meglio, bisogna chiedersi che cos’è il ‘writing’. È una forma d’arte già esistente negli anni ’70, ma anche una manifestazione sociale e culturale basata sulla creatività di chi disegna sui muri. Questi interventi pittorici spesso sono considerati atti vandalici. Gli psicologi tendono a pensare che: «I ‘writers’, che si definiscono artisti trasgressivi, cercano di ridare con il loro intervento bellezza e fantasia alle città abbruttite, decorando i luoghi desolati con disegni. I vandali invece imbrattano muri con parolacce, espressioni offensive, bestemmie ed altro... Spesso scelgono spazi proibiti, mentre i ‘writers’ a volte aderiscono anche ad iniziative organizzate offerte dalle pubbliche istituzioni». La prima forma di graffiti era una semplice firma, detta ‘tag’, fatta con vernice spray, che presto si trasformò in veri e propri murales, completi di colore, ombreggiature e 3D. Con il passare del tempo il ‘writing’ si sviluppò artisticamente e cominciò a definire l’aspetto delle aree urbane. Questa può essere considerata una forma d’arte. In altri casi i graffiti sono stati con leggerezza associati da alcune autorità a violenza, guerra fra bande, droga e microcriminalità. In genere creare graffiti su pubblica proprietà senza permesso è considerato crimine punibile con multe o reclusione. Nel nostro paesino sono successi entrambi i casi. Alla fine degli anni Novanta, il Comune concesse un ‘free wall’ (muro libero) a dei ‘writers’ che lo usarono per disegnarci i propri ‘tag’, mentre il muro della palestra della nostra scuola è stato imbrattato in maniera indecente con espressioni volgari, nomi e sigle di vandali. E’ normale, si è detto, per un giovane cercare di lasciare traccia di sé, ma gli scarabocchi certo non raccontano il meglio dei propri sentimenti. Vittoria Gabbanelli, Rebecca Mercurio, Leandro Pasqualini, Enrico Roccato - con Lorenzo Agostinelli, Federico Capotondo, Galleguillos Manuel e Lopez Vergara Julian

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