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Benvenuti nell’era del novel food Il cibo del futuro? Gli insetti. Li mangiano 2 miliardi di persone

DIMENTICATEVI gli spaghetti e la pizza! E’ l’era del novel food. Sarà possibile scegliere tra grilli o spiedini di scorpione per fare il pieno di vitamine e proteine. Tenetevi forte perché questo è un giro del mondo solo per chi ha uno stomaco di ferro! Paese che vai infatti, ‘schifezza’ che trovi. In fondo è solo una questione di gusti ed abitudini. In alcuni paesi, ciò che per noi può sembrare davvero disgustoso rappresenta una prelibatezza. Insetti? Per la Fao è il cibo del futuro e fa parte delle diete tradizionali di almeno due miliardi di persone e che potrebbe quindi essere un cibo fondamentale per combattere la fame. Solo lo scorso anno molti italiani si sono cimentati, durante l’Expo, nell’assaggiare prelibatezze di questo tipo... Grilli, larve al cioccolato e vino di serpente erano il basic di questo menu alternativo. Per la prima volta si è visto in tavola in Italia il pesce palla, grazie ad una speciale deroga accordata al Giappone per l’esposizione o la degustazione, che sta per essere concessa anche al coccodrillo, piatto tipico dello Zimbabwe. Dalla Thailandia giungono scorpioni ricoperti al cioccolato, larve giganti, termiti disidratate, vodka allo scorpione e cavallette, mentre altri insetti dovrebbero arrivare da Vietnam e Birmania dove sono cibi abitualmente usati nella dieta nazionale. In Cambogia ad esempio il banchetto è a base di insetti. IN THAILANDIA i bambini sgranocchiano tranquillamente scorpioni fritti, che sembra siano una eccellente fonte salutare di vitamine. Le cavallette fritte dette chapulines ‘saltate’ con limone e peperoncino sono una specialità del Messico. In Islanda i cubetti di squalo putrefatto chiamati hakeri vengono mangiati tappandosi il naso a causa dell’odore mefitico. Non mancano testicoli e coda di bue, i notissimi macillas e rabbi, che si mangiano in Spagna. In Scozia ci potrebbero servire uno stufato di cuore, polmoni e fegato di manzo cotti nel budello dell’animale. In Australia si mangiano le witchetty grub delle paffutelle larve che per migliaia di anni sono state il cibo fondamentale degli aborigeni. In Cambogia ci serviranno una frittura di tarantola, considerate una squisitezza cotta in olio bollente ed infine ricoperta di zucchero ed aglio, un abbinamento quanto meno curioso. Eppure c’è chi dice che gli strani siamo noi. E che in futuro, non troppo lontano oltre che lumache, rane e trippa, anche in Europa ci faremo delle belle scorpacciate di insetti, caramellati, al cioccolato. Secondo la FAO, 1.900 specie di insetti vengono consumate in 133 paesi del mondo. SECONDO l’Onu, gli insetti saranno in futuro sulle nostre tavole. E nella misurazione dell’indice di palatabilità, lo scarabeo sacro sarebbe addirittura al vertice delle scelte alimentari. A Milano il grande chef Carlo Cracco ha cotto e mangiato insetti nel suo ristorante, affermando che lo scorpione è pessimo, mentre le cavallette sono buone. Lo stesso, sulla rivista Wired ha pubblicato una serie di ricette fast food con larve tritate e locuste fritte. Uno studio dell’università di Wageningen in Olanda ha dimostrato che gli insetti sono nutrienti come una bistecca. «Una corretta alimentazione non può prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale, nei paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati», così afferma il presidente della Coldiretti Moncalvo che aggiunge che: «A questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che anche se iperproteici sonoperò lontani dalla nostra dieta mediterranea». Lo stesso Moncalvo ricorda, però, che: «Aldilà della normale contrarietà degli italiani verso prodotti lontani dalla nostra cultura, l’arrivo sulle tavole degli insetti solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità degli insetti». classe 2ªE

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