Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Un alunno scrive al Presidente: «Faccia qualcosa per porre fine a ogni tipo di discriminazione»

EGREGIO Signor Presidente, immagino che sia molto occupato e che non abbia tanto tempo da dedicarmi, ma vorrei sottoporle una questione che mi sta molto a cuore. Sono uno studente di tredici anni e oggi ho deciso di prendere carta e penna per chiederle di intervenire per porre fine a tutte le forme di discriminazione presenti nel nostro Paese, in modo da costruire una società basata sulla fratellanza e sul rispetto. Mi spiego. Da una visione superficiale, sembrerebbe che la nostra amata Italia sia ‘un’isola felice’, dove regna la democrazia, la fratellanza e la solidarietà, in cui tutti i diritti civili delle persone sono rispettati. Andando un po’ più in profondità, però, mi accorgo che non è proprio così e che l’articolo 3 della nostra Costituzione non è sempre rispettato. Purtroppo viviamo in un Paese dove manca uno sguardo attento al prossimo, dove ognuno pensa solo a se stesso, dove tutti corrono e sgomitano per prevalere e non c’è la minima attenzione per il ‘diverso’, verso il bisognoso… In poche parole manca quello spirito di fratellanza tanto auspicato da Gandhi ed è venuto a mancare il rispetto dei principi fondamentali per cui si è tanto battuto Nelson Mandela. La nostra Costituzione democratica dovrebbe tutelare i diritti di ogni cittadino, indipendentemente dalla ‘razza’ o dal colore della pelle, dalla religione, dall’età, dall’orientamento sessuale, dalla condizione economica, sociale o fisica. OGNI GIORNO però, direttamente o tramite i mass-media, sento che questi diritti non vengono rispettati e che si verificano episodi di emarginazione, di razzismo e di intolleranza. Vedo l’emarginazione a scuola, la mia piccola società, dove noto spesso ragazzi portatori di handicap che sono emarginati dal gruppo, studenti stranieri non integrati o la vedo per le vie del mio piccolo paese in cui sento spesso ragazzini poco educati prendere in giro le persone diversamente abili. Non parliamo poi degli anziani, emarginati dopo una vita di fatiche, lasciati soli ed abbandonati, come se fossero un peso. Bisognerebbe valorizzare queste persone perché rappresentano le nostre radici e sulle loro spalle, ormai curve, portano un bagaglio di valore inestimabile. Altro esempio di discriminazione è quello degli immigrati extracomunitari, che non riescono ad inserirsi nella nostra società e che vengono visti sovente in maniera negativa per i pregiudizi legati al colore della loro pelle o per la loro razza. Bisognerebbe che ci ricordassimo che la razza umana è solo una e tutti facciamo parte di un unico grande albero chiamato ‘umanità’. Le chiedo gentilmente di intervenire al fine di garantire un lavoro a queste persone, in modo da costruire una società multietnica, basata sul rispetto reciproco e sulla collaborazione. Legato al razzismo c’è poi il problema della discriminazione che molte volte subiscono coloro che praticano una religione diversa dalla nostra, problematica che ha radici lontanissime e che ha sempre causato episodi di intolleranza e violenza, basti pensare alle vittime dell’Olocausto e alle leggi razziali italiane introdotte da Mussolini. Anche in questo caso servirebbe un po’ più di rispetto, valore che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto umano e di ogni società. VORREI porre anche la sua attenzione sulle discriminazioni che subiscono le persone omosessuali, emarginate e derise come se avessero commesso chissà quale reato. Quelli che ho elencato sono alcuni esempi di forme di discriminazione che vedo o sento ogni giorno e che turbano la stabilità sociale del nostro Paese. Queste forme di emarginazione hanno tutte un fondo comune: il voler prevalere sugli altri e il sentirsi superiori, gli interessi economici, la non conoscenza e la chiusura totale verso i ‘diversi’, siano essi extracomunitari, disabili, anziani… Le chiedo di fare qualcosa per sradicare queste convinzioni e questi atteggiamenti egoisti e portare fratellanza, rispetto e integrazione in ogni ambito. Dovremmo essere umili e imparare a conoscere il ‘diverso’, lo straniero, senza considerarlo una minaccia. Anche io, giovane studente, posso fare la mia parte, iniziando a guardare con occhi diversi i ragazzi meno fortunati di me e i compagni stranieri, cercando di integrarli e di farli sentire accettati. POSSO evitare di giudicare le persone per il loro aspetto fisico e per l’abbigliamento. Tutti noi possiamo cambiare il nostro atteggiamento così, gocciolina dopo gocciolina, potremo veramente costruire un Paese dove trionfi l’umanità, la fratellanza, il rispetto e la solidarietà. Spero tanto che lei possa intervenire e che riesca ad abbattere tutte le forme di discriminazione. Grazie per la sua attenzione e del prezioso tempo che mi ha dedicato. Lorenzo Silvagni

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