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Quando la cura sono gli animali

LA PET THERAPY consiste in terapie che affiancano sempre più spesso quelle mediche e neuro-psicologiche per la riabilitazione psico-fisica dei pazienti. È scientificamente dimostrato, infatti, che la presenza di un animale migliora la qualità della vita e aiuta a relazionarsi con gli altri. Nella Pet Therapy si possono coinvolgere solamente animali domestici adulti. Tra quelli maggiormente impiegati vi sono i cavalli e i cani soprattutto per i pazienti maggiorenni. CON I BAMBINI, infatti, si inizia generalmente con i conigli, perché i piccoli pazienti non ne sono spaventati; poi si passa ai pappagalli, ai gatti ed infine ai cani. Per la scelta degli animali, i medici devono anche tener conto di eventuali fobie o allergie. Ad esempio, se si tratta di cani, occorre considerare la taglia, l’indole e il tipo di pelo. Abbiamo contattato ‘ChiaraMilla’, un’associazione di promozione sociale sportivo-dilettantistica nata dieci anni fa a Bologna, con sede ufficiale a Santa Maria Codifiume (Ferrara). L’obiettivo di ChiaraMilla è quello di dimostrare come sia possibile migliorare la qualità della vita di persone costrette a vivere un disagio, attraverso la realizzazione di interventi assistiti da animali (cani e cavalli). Tutta l’équipe dei professionisti che la compongono lavorano secondo le vigenti linee guida nazionali e regionali dettate dal Ministero della Sanità e dal Centro di Referenza nazionale per gli Iaa (Interventi assistiti con gli animali) come da vigente decreto legislativo. Le attività dell’associazione vanno dall’attivazione di progetti di Terapia assistita da animali rivolti a soggetti portatori di handicap, bambini, anziani, a progetti di Pet Educations nelle scuole, a progetti di Attività assistita da animali dentro case di riposo, centri per handicap, ospedali. CHIARAMILLA lavora da oltre tre anni presso l’ospedale Montecatone Rehabilitation Institute di Montecatone (Bologna) e presso l’ospedale Sant’Anna di Cona (Ferrara), dipartimento di Medicina riabilitativa, con pazienti traumatizzati cranici e midollari. Ha realizzato un’esperienza molto significativa con l’Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Sant’Anna di Cona e moltissime collaborazioni con enti pubblici e privati dei comuni di Bologna, Imola, Ferrara e del Forlivese; non ultimo il progetto che ha coinvolto minori afferenti all’area penale esterna del centro di giustizia minorile dell’Emilia-Romagna e Marche.per leggere la pagina clicca qui