Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Un giorno in gita a Firenze tra cultura e divertimento

VOLETE organizzare una gita di un solo giorno, spendendo poco e divertendovi, ma non sapete dove andare? Noi della 2^C siamo andati in gita a Firenze, al costo di soli venticinque euro a testa. Siamo partiti verso le 7.45 dalla stazione di Forlì: abbiamo preso un treno regionale, che in otto minuti ci ha portato a Faenza, poi da lì abbiamo preso un interregionale, e in due ore meno dieci siamo arrivati a Firenze. Dopo aver camminato per circa due chilometri siamo giunti alla chiesa di Santa Maria Novella: la sua facciata è composta da marmi bianchi e verdi, la sua costruzione risale al 1300 d.c. circa. SPOSTANDOCI a piedi abbiamo raggiunto la cattedrale di Santa Maria del Fiore: era stupenda. Ricca di quadri, affreschi, dipinti e mezzibusti di epoca medievale e rinascimentale. Sui solidi pilastri gotici si innalza la famosa cupola del Brunelleschi: altissima e perfettamente affrescata dal Vasari. Accanto alla cattedrale si erge il famoso campanile di Giotto, si può salire se si è disposti a faticare (416 gradini). Noi abbiamo preferito preservare le forze per altro. Dopo il tour, nella nostra ora buca, siamo andati a fare shopping da Tiger. Siamo stati nel negozio per tantissimo tempo: fino a quando la prof non ci ha radunato. Nessuno di noi voleva uscire. Vi starete chiedendo cos’è Tiger… beh, è un negozio in cui vendono solo cose inutili come slime, glitter, penne luminose e cibo stile americano. Era arrivata l’ora di muoverci per visitare piazza della Signoria, la più importante di Firenze. Nel centro abbiamo ammirato la ‘Big Clay’ ovvero ‘Grande argilla’, la cui forma ricorda un enorme gelato sciolto. È un’opera di uno scultore scandinavo, ma nonostante sembri molto spiritosa nasconde un inquietante segreto: si trova sopra la lapide dove venne impiccato e bruciato Girolamo Savonarola. Alle 12 abbiamo fatto uno spuntino e alle 12.45 è iniziata la nostra visita agli Uffizi. La guida ci ha spiegato che nel 1560, Cosimo I de Medici, decise di fare un palazzo degli uffici a Firenze. Incaricò Giorgio Vasari, il suo architetto di fiducia. Vent’anni dopo il discendente di Cosimo, Francesco de Medici, decise di far costruire un museo, siccome il palazzo comprendeva più piani, e l’ultimo era privo di uffici. Dal 1979 questo museo contiene solo arte, prima conteneva anche reperti storici, armature e strumenti scientifici. La prima opera che ci è stata mostrata era una statua romana, realizzata tra il I e il II secolo d.c. Ci siamo soffermati sulla statua di Ermes, che in origine stringeva tra le mani il caduceo, un bastone magico che gli permetteva di ‘sciogliere’ ogni litigio, perché era un messaggero e doveva risolvere le incomprensioni tra uomini e dei. Il primo dipinto che abbiamo ammirato era ‘L’adorazione dei Magi’ di Gentile da Fabriano. L’autore lo dipinse nel 1423 per Palla Strozzi, rappresentandolo con un falco in mano. Questo quadro contiene due strane figure: i magi e i contadini indossano il Lucco, abito tipico toscano del 1400. Le colline che si vedono in lontananza non erano presenti in Palestina ai tempi di Gesù, sono le colline di Lucca, Firenze e Siena. Abbiamo continuato il nostro percorso ammirando i Duchi di Urbino di Piero della Francesca, la Battaglia tra Senesi e Fiorentini, di Paolo Uccello, la Venere e la Primavera di Botticelli. Per la pausa pranzo abbiamo scelto il MC Donalds ma c’erano molti altri posti invitanti, come ristorantini che servivano piatti tipici toscani e bar. L’ultimo monumento da visitare era la casa di Dante: in realtà non era casa sua, gli storici hanno individuato una casa nei luoghi in cui il Sommo Poeta ha vissuto, e l’hanno allestita con mobili antichi e oggetti dell’epoca in cui Dante viveva a Firenze. Dopodiché abbiamo raggiunto il Ponte Vecchio, dove c’erano molte bancarelle che vendevano souvenir, oro e gioielli. Affacciandoci a una sponda, abbiamo potuto osservare l’Arno. I luoghi da visitare e osservare erano finiti, ma il tempo no: avanzavano venti minuti preziosi. Così ci siamo accordati subito sul da farsi: tornare da Tiger. Questa volta però siamo andati nel punto vendita più vicino alla stazione, non volevamo rischiare di perdere il treno. Alle 17.40 siamo partiti da Firenze, con l’interregionale diretto a Faenza; alle 20.25 abbiamo raggiunto Forlì dove ci aspettavano i genitori. Emma Bulzoni, 2^C

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