Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Zone umide a rischio. Il nostro patrimonio naturale minacciato dalle estinzioni

«Tutte le cose vicine o lontane segretamente sono legate le une alle altre e non si può toccare un fiore senza disturbare una stella» Francis Thompson ZONE umide, valli e piallasse tipiche del Ravennate in serio pericolo. Per colpa dell’uomo. Cambiamenti climatici, subsidenza, inquinamento mettono, infatti, seriamente a rischio questo patrimonio ambientale che caratterizza da sempre il paesaggio locale. Le zone umide, ambienti di transizione con funzioni ‘tampone’ tra terra e mare, tra terra e fiumi o tra terra e ghiacciai, sono caratterizzati da variazioni di livello d’acqua sia giornaliere che stagionali, ma anche da una ricca vegetazione e dalla presenza di animali importanti per tutto l’ecosistema. Sono un vero e proprio sistema dove la biodiversità è accolta, protetta e rafforzata. Esse svolgono ruoli fondamentali, primo fra tutti la fornitura d’acqua potabile, ma impediscono anche la degradazione del suolo mediante l’attenuazione delle piene dei fiumi. Le paludi lungo i corsi d’acqua, ad esempio, hanno un effetto ‘spugna’: raccolgono le acque durante le esondazioni, rallentando il flusso delle acque e riducendo il rischio di alluvioni, restituendo, poi, al fiume, durante i periodi di magra, parte delle acque accumulate. Ravenna, dal punto di vista storico, artistico e monumentale, è legata a questi habitat, infatti alcuni mosaici rappresentano dettagli sulla natura tipica di questi luoghi. Le estese zone umide difesero a lungo Ravenna, capitale dell’Impero Romano d’Oriente, dalle invasioni barbariche. Un tempo in queste acque si coltivava il riso, si pescavano pesci e adesso si continua a produrre sale. Nelle attuali saline di Cervia sorsero le prime Terme dove le persone si immergevano nell’acqua priva di sale perché aveva proprietà curative per la pelle. Molti mestieri sono legati alle caratteristiche di questi ambienti, infatti le erbe palustri presenti sul territorio venivano utilizzate prima per la costruzione di misere capanne poi, nel corso dei secoli, furono usate come vere e proprie abitazioni e anche come luoghi di lavoro. Gli abitanti utilizzarono la ricca e varia vegetazione per dar vita a una florida attività artigianale che consentiva di realizzare utensili adatti all’agricoltura, ma anche alla vita quotidiana. ANCORA oggi queste zone rappresentano una grande risorsa per Ravenna, per la sua economia e per l’ambiente. Esse sono infatti oggetto di attrazione turistica, pensiamo ad esempio al birdwaching, nonché meta di escursioni, ma soprattutto conservano il patrimonio storico che caratterizza le nostre origini. In questi ultimi decenni le minacce a questi ambienti sono aumentate e, oltre alle cause legate al bracconaggio, all’inquinamento, alla loro distruzione dovuta all’urbanizzazione e all’intensificazione delle pratiche agricole; le nostre zone umide sono divenute relitti di natura isolati e l’uomo ha smesso di occuparsi di loro. Negli ultimi decenni si sono aggiunti l’introduzione di specie esotiche invasive chiamate ‘aliene’ (piante e animali introdotti dall’uomo, accidentalmente o volontariamente, al di fuori della loro area di origine) e i cambiamenti climatici. In queste aree gli uccelli nidificano numerosi, gli anfibi e i pesci si riproducono. TUTTAVIA proprio per via dei fattori precedentemente elencati, tali zone si stanno prosciugando e proporzionalmente cresce il rischio estinzione per molte specie di animali e piante tipiche delle nostre zone umide. La lontra, ad esempio, è già sparita, mentre sono in forte calo gli uccelli limicoli, molte specie di anatre e aironi, le spatole ormai rare, il bellissimo martin pescatore e le splendide ninfee d’acqua. Inoltre le precipitazioni sono sempre più scarse, le temperature continuano ad aumentare e con esse l’evaporazione dell’acqua, quindi la preziosa risorsa di queste aree si va riducendo. Quando piove spesso le precipitazioni sono concentrate e molto intense e questo provoca inondazioni che vanno ad eliminare lo strato superficiale del terreno più ricco di sostanze nutritive. L’effetto combinato di più cause determina cambiamenti molto importanti ed evidenti sullo stesso habitat: in numerose zone umide, ad esempio, nell’ultimo decennio la vegetazione è stata fortemente danneggiata e ridotta. Noi ragazzi delle elementari grazie a questa indagine giornalistica abbiamo scoperto aspetti e paesaggi del nostro territorio bellissimi, questo spettacolo della natura che anche gli adulti pur essendoci immersi spesso non vedono perché distratti dalla superficialità dei nostri tempi, è in serio pericolo e vorremmo che i ragazzi che verranno possano continuare a stupirsi nello scoprirlo. Ci impegneremo per difenderlo e perseverare nel nostro intento di sensibilizzare tutti a non dimenticare le zone umide. Classi 5A e 5B

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