Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«L’orrore e il dovere della memoria». Inchiesta della Casalini sulla shoah

ECCO LE PRIME due inchieste dei giovani cronisti delle scuole Casalini (dirigente Fabio Cusin). I reporter hanno fatto una riflessione sulla giornata delle memoria e un articolo sullo sport, in particolare sulla disciplina del karate. Andiamo a leggere le loro due belle prove. Gli allievi della Casalini sono seguiti per il nostro campionato di giornalismo dalla professoressa Chiara Tracchi. LA GIORNATA della memoria ricorre ogni anno il 27 gennaio, data in cui le truppe sovietiche scoprirono l’enorme campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. In classe abbiamo letto la testimonianza di una sopravvissuta, Liliana Segre, nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica, raccolta dal giornalista Ferruccio De Bortoli nel suo libro intitolato ‘Il filo invisibile della memoria’. In questo racconto Liliana narra dal giorno in cui non poté più andare a scuola, al momento dell’apertura del cancello di Auschwitz, sino al ritorno nella sua Milano. La storia di questa donna parla di guerra, di regimi, di leggi razziali, di violenza e deportazione. Lei è una bambina quando nel 1938 conosce, purtroppo, l’umiliazione delle leggi azziali che le impediscono di continuare a frequentare la scuola pubblica. Viene estromessa dal suo mondo, allontanata dagli amici, emarginata da un popolo indifferente e si ritrova straniera a casa sua. Viene deportata ad Auschwitz, le viene tatuato un numero sulla pelle ed inizia per lei un calvario fatto di sofferenza, lavoro duro, fame, dolore e sottomissione. SECONDO ME è importante ricordare il passato e quello che di brutto e sbagliato ha fatto l’uomo perché nessuno può permettersi di imporre limitazioni alla libertà altrui, ma tutti abbiamo il diritto di vivere in pace la nostra vita. Io ho solo 12 anni e vivo in un mondo libero, in cui i miei diritti vengono rispettati e tutelati e non mi manca nulla. A volte provo ad immaginare le atrocità subite da queste persone, ma mi riesce difficile credere che siano realmente accadute. Tutti gli uomini sono uguali, in quanto esseri umani. La razza, il colore della pelle, la religione non sono fattori discriminatori ma il bagaglio culturale e sociale di cui facciamo parte. Anche se questi fatti ci sembrano lontani, sono più attuali che mai, perché in tutta Europa si stanno diffondendo nuovi movimenti razzisti. Io penso che la memoria sia l’arma fondamentale per combattere il dilagare di queste idee. Il ricordo del passato è lo strumento che serve come una bussola a farci orientare in un presente confuso. E’ giusto, quindi, ricordare per imparare, per avere un’identità, per evitare gli errori commessi e costruire un futuro migliore. Simone Roncagalli classe prima C

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