Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Gli studenti sono bersaglieri per un giorno

LE CLASSI terze del nostro Istituto hanno partecipato a due incontri con alcuni membri onorari dei bersaglieri. Nel primo un ex bersagliere ci ha parlato di questo corpo dell’esercito. Ci ha raccontato di come è nato partendo da quando lo istituì re Carlo Alberto di Savoia, su proposta del capitano Alessandro La Marmora. La velocità era la caratteristica dei bersaglieri, marciavano sempre di corsa; ci è stato raccontato che per fare in fretta, oltre alle scale, si usavano delle corde pendenti dalle finestre per salire ai piani superiori delle caserme. I bersaglieri combatterono in tutte le guerre d’Indipendenza, coprendosi di onore fin dalla guerra di Crimea e la compagnia divenne sempre più numerosa. Parteciparono anche alla Seconda guerra mondiale. Il corpo si evolse creando il braccio dei bersaglieri “ciclisti” che affiancava la fanteria. Negli anni, terminate le guerre in Europa, i bersaglieri hanno riconvertito il loro ruolo in azione di controllo e di pace tanto che attualmente sono impegnati a difesa di una diga alla città di Mosul. Al termine dell’incontro il colonnello Nicola Ciccarelli ci ha illustrato i vari capi di abbigliamento che costituiscono l’uniforme dei bersaglieri. Sono stati coinvolti alcuni ragazzi che hanno indossato copricapi e accessori vari del vestiario. Tra questi spicca il cappello piumato, il fez di colore rosso, la sciarpa azzurra che si porta a tracolla, i guanti neri e la sciabola ricurva detta “Albertina”. Il secondo incontro è stato tenuto dal consigliere nazionale Giuseppe Palanca che ha sintetizzato la Grande Guerra in evidenziando il ruolo svolto dal corpo dei bersaglieri e ricordandoci che tra il 1916 e il 1917, a Porto Recanati, erano stati inviati alcuni fucilieri con il compito di proteggere la cittadinanza. Alloggiavano all’Oratorio salesiano e nel giardino dell’ex scuola Diaz. Un paio di ragazzi per sezione sono stati invitati sul palco per leggere alcuni stralci dalle lettere di soldati portorecanatesi che si trovavano nei vari fronti. Nelle parole di questi giovani soldati non è stato difficile cogliere l’amarezza e la tristezza che la guerra provocava. Oltre alle precarie condizioni di vita a cui erano quotidianamente sottoposti, la tensione tra di loro spesso sfociava in toni di disperazione. Nicole Aleandri, Emma Lombardi, Fulvia Nappa IIIC

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