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Festa del Levante e del Ponente: alla scoperta delle tradizioni grazie al racconto dei testimoni

TRADIZIONI perdute nel tempo. Santa Sofia nel dopoguerra: Levante e Ponente. Festa del Levante e del Ponente: perché è chiamata così? Per la tipicità del paese, dove il fiume scorre dividendo Santa Sofia a metà. Nel 1945 le due parti erano collegate da una passerella che sostituiva il ponte distrutto dai bombardamenti. Questa indimenticabile festa fu fondata da Tommaso Gatti, un giovane che voleva rendere il suo paese felice e spensierato dopo gli orrori della guerra. In realtà la sfida si fece da subito molto accesa e consisteva nel far sfilare i carri dei due stati e dei loro relativi quartieri (tre per ognuno) una domenica a testa. Vennero addirittura coniate delle monete. Lo stato del Levante e l’Unione delle Repubbliche Ponentine presero molto seriamente questa competizione, tanto da farla diventare un litigio che dopo solo due vittorie levantine (1945-1946) venne sospesa. LA PRIMA edizione di Levante e Ponente fu nell’agosto 1945. Il 19 agosto per il Levante furono presentati diversi carri allegorici: le Quattro Stagioni, le Fate e Diana Cacciatrice. Per la festa del Ponente, il 26 agosto, i carri allegorici presentavano i Romani, gli Zingari e le Giapponesine. Il primo settembre 1946 il tema dominante del Levante fu l’Oriente, mentre il tema principale del Ponente fu l’Aviazione. Le prime edizioni si fermarono dopo solo due anni e per entrambe le occasioni visse il rione del Levante, per i vent’anni successivi la festa non si fece più, ma questa ampia parentesi non fu priva di prese in giro e piccoli screzi da parte dei due quartieri. Si decise di riprendere la tradizione solo vent’anni dopo: 1967-1968-1969, anni in cui le ostilità diventarono ‘cruente’. Molti anni erano passati da quel burrascoso dopoguerra, nonostante ciò era rimasta una cicatrice nel cuore dei santasofiesi. La prozia di Caterina Figliulo, di nome Patrizia, ha vissuto l’esperienza delle feste del Levante e Ponente circa cinquant’anni fa. Viveva a Santa Sofia in via S. Martino numero 27 (soprannominata Honolulu), che fa parte del Ponente: «Ho partecipato a molti carri allegorici – afferma Patrizia – e ne ricordo due in particolare: Il carro della dea del vino, dove ero vestita da contadina; e Il carro dei romani, vestita con un abito bianco e una corona d’alloro. Si lavorava due o tre anni per queste feste in competizione fra loro, e negli anni in cui ho partecipato, c’erano due donne di nome Alis e Balda che cucivano e creavano i vestiti. La popolazione si divertiva a formare dei mercati e delle bancarelle in un onore dei carnevali. Il motivo per cui non esiste più questa festa è perché con il passare del tempo, persone volontarie come artigiani e sarte, si stavano esaurendo. La vita diventava sempre più cara, e col tempo si è persa la voglia». IL NONNO di Matilde, invece, faceva il calciatore per la squadra del Levante, la maglia era rossa a righe trasversali: «In piazza c’erano le bancarelle e del gran cibo – ricorda Marzio Mosconi – ogni volta che si faceva la festa si giocava a pallone e io partecipavo sempre. Nelle maglie dei giocatori c’erano disegnate sopra le bandiere delle diverse fazioni. Era tradizione, prima della partita, partecipare al Borgo Rosso Football Club, una riunione in cui i calciatori organizzavano gli schemi di gioco. Per festeggiare la vittoria, si correva per il campo con un grande mazzo di fiori in mano che solitamente tenevo io. Dopo la partita, per la squadra vincitrice, si mangiava a volontà e ci si ubriacava divertendosi». Elisa e Maria affermano: «Per noi è stato un peccato perdere questa festa nel tempo perché era una di quelle manifestazioni significative del nostro piccolo paese. Sarebbe molto bello far rinascere la complicità tra i due stati e ricominciare a creare divertenti e maestosi carri che rendono felice il paese». Da diversi anni, però, a Santa Sofia a carico della Pro loco, ci sono i Buskers, gli artisti di strada provenienti da ogni parte del mondo. Ricorrenza festosa dove si presentano in piazza Matteotti bancarelle di ogni tipo e spettacoli divertentissimi per tutte le età. Perché a Santa Sofia ci si diverte veramente, mica si pettinano le bambole! classe 3ªB

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