Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Divisi dai compiti durante le vacanze

NELLA maggior parte delle scuole italiane agli studenti vengono assegnati i compiti delle vacanze: a Natale, a Pasqua e per l’estate. Spesso i compiti non sono pochi dato che ogni professore pensa solo alla propria materia senza tener conto di quelle dei suoi colleghi. Certo ogni disciplina è importante e ha bisogno di ricevere la giusta attenzione, ma è veramente giusto nei confronti dei ragazzi assegnare così tanti compiti da svolgere durante le loro «ferie»? Beh, effettivamente ognuno ha il proprio punto di vista: studenti, insegnanti, genitori e nonni la pensano tutti in modo diverso. Gli alunni, ovviamente, sono contrari all’idea di dover lavorare anche durante le vacanze, specialmente se i compiti abbondano come se quel periodo di «libertà» non avesse fine! Gli insegnanti, d’altro canto, vogliono assegnarne molti poiché quasi tutti credono che la loro materia sia la più importante, ma non si rendono conto che così facendo sovraccaricano gli studenti di lavoro togliendo loro molto tempo libero per rilassarsi dopo i mesi di studio. Naturalmente sostengono anche che i ragazzi debbano mantenersi allenati altrimenti al rientro a scuola dovrebbero ripartire da zero e questo io non lo nego, ma non lo ritengo un buon motivo per assegnare quella valanga di compiti che ai loro occhi, se vogliamo usare una metafora, sembra solo un sassolino che rotola dalla montagna. I genitori spesso la pensano come gli insegnanti: i ragazzi non devono trascurare lo studio durante le vacanze e per mantenersi allenati con i compiti e per non perdere le conoscenze acquisite durante i giorni di scuola dei mesi precedenti. Infine i nonni, almeno i miei, vorrebbero abolire totalmente i compiti delle vacanze perché pensano che i ragazzi abbiano bisogno di stare all’aria aperta, muoversi e non stare sempre chini sui libri altrimenti «si ingrassano e gli cala la vista», come ripete sempre mia nonna, e se devo dirla tutta io concordo quasi totalmente con lei perché la parte di me più incosciente mi chiede di rilassarmi e staccare per un po’, ma la parte più responsabile mi spinge a continuare a studiare per non restare indietro. Quindi, secondo me, si potrebbero assegnare pochi compiti per ogni materia così che nel complesso non siano eccessivi per gli studenti ma nemmeno troppo pochi per le aspettative degli insegnanti e per la nostra crescita. Credo che questo sia il compromesso migliore per entrambe le parti. Sara Belardinelli IIIA

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