Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Bullismo tra i giovani, un problema da combattere con informazione e sensibilità

NOI, alunni della classe terza della scuola secondaria di primo grado Valgimigl dell’ Istituto Comprensivo di Bagno di Romagna, abbiamo potuto sperimentare un progetto, proposto dalla nostra prof.Corzani Daniela, dal titolo «Relazioni per crescere- Percorso per l’uso consapevole dei media e la prevenzione del cyberbullismo», attraverso il quale abbiamo compreso la gravità di certi atti e l’importanza di non stare in silenzio di fronte ai bulli. Questo progetto era diviso in diverse attività, che ci hanno fatto riflettere su molte questioni. Abbiamo iniziato il percorso, realizzando un cartellone con il disegno di un albero nella cui chioma abbiamo scritto le opportunità che si possono incontrare navigando in rete e sul tronco i rischi: ci siamo resi conto che le opportunità sono ben chiare e visibili, mentre i rischi spesso sono nascosti e difficili da riconoscere. LA SECONDA attività riguardava lo studio delle definizioni di bullismo e cyber bullismo; abbiamo realizzato un cartellone diviso in due parti: in una abbiamo disegnato un atto di bullismo e scritto la definizione del termine, dall’altra parte la definizione e la rappresentazione di un atto di cyber bullismo. Il terzo lavoro che abbiamo realizzato è interpretare uno scenario, definendo i ruoli divisi in quattro gruppi:la prof. ha consegnato ad ogni gruppo uno scenario diverso, con raccontate storie di bullismo e cyber bullismo, dopo aver esposto la storia abbiamo discusso su quale ruolo aveva ogni persona coinvolta e abbiamo capito che spesso noi ragazzi tendiamo a ridurre il fenomeno del bullismo tra la vittima e il bullo, non considerando l’importanza che possono avere i compagni che partecipano o assistono ai fatti. Da questo dialogo abbiamo evidenziato che nel cyber bullismo il numero delle persone che assiste si ingrandisce oltre i confini della scuola o del quartiere. Nel quarto incontro abbiamo approfondito, attraverso un Role Playing, l’impatto che un atto di cyber bullismo ha sul ragazzo che lo subisce, su chi lo mette in pratica e sugli adulti coinvolti. La prof. ci ha chiesto di allestire un’aula di tribunale per rappresentare la discussione su un caso di cyber bullismo. Nell’aula ci siamo disposti in modo tale sa avere spazio per ogni ruolo da interpretare: il giudice, il sospettato, la vittima, il bullo, la giuria, i difensori, gli aiutanti del bullo e il pubblico. Questo momento è stato divertente per le nostre interpretazioni, ma allo stesso tempo ci ha resi più consapevoli nel riconoscere i comportamenti e le emozioni dei vari ‘personaggi’ e così abbiamo cercato di risolvere il caso, recitando la parte che ci era stata assegnata, ma con non poche difficoltà. Infine abbiamo affrontato il tema delle strategie da adottare per fronteggiare situazioni di bullismo o cyber bullismo, mettendoci nei panni dei diversi ragazzi coinvolti. Abbiamo risposto alle domande, dicendo che cosa avremmo fatto se ci fosse successo a noi. Alla lavagna abbiamo poi scritto alcuni slogan contro il bullismo e il cyber bullismo. ALCUNE informazioni. Il bullismo è l’insieme di comportamenti offensivi e aggressivi che un singolo individuo o più persone in gruppo mettono in atto ,ripetutamente nel corso del tempo ai danni di una o più persone con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sulla vittima Il cyberbullismo è un atto aggressivo intenzionale condotto da un individuo o un gruppo di individui usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi.  Nel cyber bullismo  il primo elemento è lo squilibrio di potere. Il secondo elemento è la ripetizione nel tempo invece non è sempre necessaria nel cyber bullismo  poichè la tecnologia favorisce l’effetto ‘valanga’. Alcuni comportamenti in cui si manifesta il cyberbullismo  sono; -flaming: scambi di insulti online -harrassment:molestia che comporta l’invio di messaggi offensivi ripetuti inviati ad un target -deningration:diffamazione di una persona -impersionation:sostituzione di persona o furto di identità -outing:condivisione di informazioni personali confinate da una persona -ticket : raccolta di confidenze attraverso l’inganno che poi vengono divulgate -exclusion:esclusione sociale dai gruppi online -sexting:invio di messaggi e immagini sessualmente espliciti. Alcuni di questi comportamenti possono essere considerati reati di diffamazione aggravata, trattamento illecito di dati, ingiuria, minaccia e sostituzione di persona. ALLA FINE del progetto, abbiamo visto un video interpretato da Paola Cortellesi sul bullismo, che racconta la storia di un ragazzino di nome Giancarlo Catino che, ripetute volte, continua a dire “Io credo nell’amicizia”, questa frase risulta “stonata”,perché Giancarlo sin dalla prima elementare veniva preso giro… Nonostante gli insulti è arrivato in quinta elementare, sempre nel primo banco, dove i compagni gli lanciavano cartacce, aereoplanini di carta, bucce di banana e penne. In prima media il suo corpo ha iniziato  a cambiare: prende  qualche chilo di troppo, è così che  iniziano con altri nomignoli del tipo: ciccione, palla di lardo, ciambellone, e per questo gli avevano anche fatto una canzoncina riguardante il suo aspetto fisico. Ha iniziato a frequentare la prima liceo scientifico  , la classe é formata da due gruppi e poi ci sta lui. La cosa migliore é parlare il meno possibile . L’hanno avvolto nel nastro adesivo , poi a casa sua  si sono accorti di quello che gli stava succedendo, sua mamma ha fatto un sacco di storie , la verità  è che si vergognava a parlare con i suoi genitori....la verità é che vorrebbe essere diverso... Stamattina è entrato nel bagno della palestra della sua scuola e ha puntato  al più  carogna dei suoi compagni, l’ha  riguardato fisso negli occhi e ha pensato che voleva sconfiggerlo, così,  l’ha  abbracciato ... ha vinto lui... Mi chiamo Giancarlo Catino e credo nell’ amicizia. Grazie alle attività svolte  a scuola ci siamo confrontati, abbiamo dialogato fra di noi, parlando anche delle esperienze personali, che non avevamo mai riferito. Alcuni di noi si sono aperti di più ed hanno raccontato quando si sono sentiti vittime di prese in giro o denigrati e abbiamo provato a fare delle ipotesi su come aiutare chi è vittima di questo fenomeno. Potendo sperimentare, anche se per finzione, come ci si sente ad essere vittima di un bullo, abbiamo capito che nessuno si può permettere di far sentire gli altri inferiori o non adeguati. Ognuno di noi è unico e perfetto così com’è. Siamo soddisfatti del lavoro fatto e felici per aver imparato a rispettarci di più senza la paura di essere giudicati dagli altri. Classe 3°A

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