Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«La mia vita con il saio, non mi annoio mai»

STUDIANDO storia ci ha affascinato molto la nascita dei monasteri e la vita dei monaci, così abbiamo approfondito l’argomento con un’intervista a Fra Marco Savioli, vice-parroco presso il ‘Monastere de Cimiez’, a Nizza. Di che ordine religioso fa parte? «Appartengo all’ordine dei frati minori: San Francesco li ha voluti chiamare così perchè ‘minori’ significa piccoli e l’appellativo doveva ricordare ai frati di essere umili». Da piccolo ha mai pensato che sarebbe diventato frate? Quando ha iniziato la vita da frate? E’ stato difficile? «A sei anni, al battesimo di mia sorella, osservando il sacerdote mi sono detto: “Voglio essere come lui”, poi però non ci ho più pensato fino a quando, a 23 anni, ho incontrato i frati. La mia vita da frate è iniziata dieci anni fa, quando avevo 25 anni. Non è stato difficile tanto diventare frate, quanto essere sicuro della strada che volevo prendere». Cosa l’ha spinta a diventare frate? È contento della scelta? «L’incontro con i frati mi ha colpito subito al cuore, ho pensato che quella strada potesse essere quella giusta per me, soprattutto perché ho visto delle persone felici». Se non avesse scelto di fare il frate cosa avrebbe voluto fare? Prima di farsi frate, ha mai pensato di sposarsi? C’è stato un momento in cui era già frate e si è innamorato? «Più vado avanti più penso che, se non avessi scelto di fare il frate, avrei scelto di fare il frate! Essere frate mi piace sempre di più! Però chissà... se non fossi entrato in convento forse avrei fatto il dentista, che era il mestiere che avevo cominciato. Avevo pensato di sposarmi, non dico di esserci arrivato vicinissimo, ma c’era una riflessione in corso, visto che sono stato fidanzato. Non posso dire di essermi veramente innamorato da quando sono frate, ma capita anche a noi frati di incontrare persone che ci piacciono: bisogna stare molto attenti a gestire bene i propri sentimenti, considerando che si è già impegnati». Come hanno reagito i suoi familiari alla sua decisione di farsi frate? Cosa ha pensato il primo giorno in cui si è trovato in convento? «Non hanno reagito male, più che altro si sono chiesti se quella potesse essere la strada giusta per me, direi piuttosto che erano preoccupati che mi potessi essere sbagliato. Il giorno che sono entrato in convento mi hanno accompagnato e abbiamo festeggiato. Il giorno dopo, quando mi sono svegliato nella mia nuova stanza, mi sono sentito spaesato poi ho pensato: “Adesso comincia l’avventura!”». Come si trova in convento? È una vita noiosa? «La mia vita in convento è molto attiva, è fatta di tanti incontri, in cui capita di accompagnare momenti felici e tristi della vita delle persone. In particolare io lavoro con i ragazzi e davvero con loro non mi annoio mai!» Quante volte al giorno pregate? Avete orari fissi di preghiera? «I momenti di preghiera comunitaria sono sei, più i momenti di preghiera personale. Abbiamo orari fissi di preghiera durante i quali interrompiamo le nostre attività quotidiane». Vi pagano? «Noi frati facciamo voto di vivere senza nulla di proprio: ciò significa che quando riceviamo offerte o veniamo pagati per qualche servizio mettiamo il denaro in una cassa comune che viene gestita dall’economo del convento a seconda delle nostre necessità». I vostri conventi sono aperti (visitabili) a tutti? «I nostri conventi sono visitabili e aperti a tutti, ma alcune stanze, chiamate “clausura” non sono accessibili perché dedicate a custodire la vita fraterna e la preghiera». Accogliete dei poveri nel vostro convento? «Nel convento di Nizza, dove vivo attualmente, abbiamo una bella tradizione: la sera della Vigilia di Natale organizziamo una cena a cui invitiamo i poveri della comunità». Quanto tempo libero avete per stare con amici e parenti? «Abbiamo a disposizione una settimana in inverno e un paio di settimane o poco più in estate». Nel tempo libero si dedica a qualche passione? «Nel tempo libero mi piace guardare film, mi dedico alla musica, faccio passeggiate e seguo il calcio». Classe I C

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