Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Istruzioni per il buon uso dell’istruzione

NELLE ultime settimane noi della classe II D ci siamo dedicati al tema dell’istruzione che nella vita di un individuo ha un ruolo molto importante ma che al giorno d’oggi è un po’ sottovalutato dai ragazzi i quali si sentono praticamente costretti ad andare a scuola. Perché non sanno che molti altri lottano per avere riconosciuto questo diritto. Senza un’istruzione la vita è molto complicata. A scuola si impara a leggere, a scrivere, a studiare, soprattutto si impara a pensare ma anche a rispettare i compagni e a stare con loro. Per questo non si potrebbe farne a meno, perché senza l’istruzione, non si va da nessuna parte. Insieme abbiamo riflettuto sul fatto che oggi è molto facile accedere alle informazioni grazie a Internet, ma sui social può anche capitare che quello che trovi sia un’informazione sbagliata e poi non ti diverti come a studiare assieme ai tuoi coetanei. NELL’ANTICHITÀ l’accesso all’istruzione era riservato ai figli dei ricchi, o ai maschi, ed anche oggi in parecchi paesi del mondo (dall’Asia all’Africa, al Sud America) succede lo stesso. Nei paesi occupati dai talebani per esempio, come il Pakistan e l’Afghanistan, le bambine non hanno diritto di andare a scuola, ma solo i maschi possono andarci, ed esclusivamente per imparare il Corano. Per fortuna ci sono persone che combattono anche per gli altri, come Malala Yousafzai, attivista pakistana, che si batte per il diritto all’istruzione di tutte le donne, piccole o grandi che siano. La stessa Rita Levi Montalcini ha dovuto insistere con il padre che da giovane non voleva farle studiare medicina, ma poi ha raggiunto importantissimi traguardi professionali. IN ITALIA, negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, non tutti avevano la possibilità di essere istruiti. Abbiamo potuto conosciuto la figura di Don Lorenzo Milani, un famoso sacerdote che ormai molti anni fa ha costruito una scuola esclusivamente per i figli dei poveri contadini, dove si imparava, tra le altre cose, a nuotare, a sciare e soprattutto a pensare. Quando abbiamo cominciato a riflettere sul significato e sull’importanza della scuola nella nostra formazione, ci siamo resi conto che questo è il luogo dove abbiamo la fortuna non solamente di imparare le discipline scolastiche come la matematica, la storia o le scienze, ma di divertirci e soprattutto di imparare dall’esperienza di ogni insegnante. Imparare anche a vivere. Matteo Antezza, Eugenia Cespuglio, Giovanni Costa, Erika Dini, classe II D

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