Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Il dilemma della clonazione fra nuove frontiere per la scienza e problemi etici per l’uomo

È DAL 25 gennaio 2018, da quando abbiamo letto l’articolo sulla clonazione di due primati, che stiamo pensando e ripensando a questo tema. Fino a quel momento la prima cosa che ci veniva in mente sentendo parlare di clonazione era qualcosa che si riferiva alle carte di credito o del bancomat, poi, però, leggendo che essa riguarda anche gli esseri viventi e non solo gli oggetti inanimati, abbiamo voluto approfondire il discorso e, se anche ci sono molti aspetti ancora poco chiari e a noi sconosciuti, ci siamo posti, essendo parte attiva di una società civile, delle domande. NON AVENDO competenze nell’ambito scientifico per poter trattare di un tema così delicato e dire cosa sia meglio o peggio per la società, pensiamo, tuttavia, che si debba trovare un compromesso tra il discorso scientifico e il discorso etico. Alcuni scienziati ritengono che la clonazione terapeutica potrebbe produrre materiale umano, come organi e tessuti e, perseguendo questa strada si potrebbe giungere alla risoluzione di molte malattie come quelle neurodegenerative, in cui alcuni particolari neuroni muoiono, o risolvere il problema del rigetto del trapianto. Se i risultati fossero positivi in tal senso, probabilmente tutto ciò sarebbe di aiuto a tante persone che vivono nell’attesa di ricevere un organo, per continuare a vivere. La clonazione terapeutica arginerebbe anche un altro grossissimo problema, quello della commercializzazione degli organi. A TAL proposito abbiamo letto un articolo nel quale si affermava che le Filippine sono tra i Paesi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità giudica più a rischio di ‘turismo di organi’ e dove viene sfruttata la povertà di molte persone, che con la speranza di poter condurre un tipo di vita migliore vende i propri organi, soprattutto reni. Tutto ciò aveva portato Angel Lagdameo, arcivescovo di Jaro, alcuni anni fa, a cercare altre soluzioni per le persone indigenti, che in quanto esseri umani non devono essere trattati come merci. Alla luce dell’ultimo articolo sugli embrioni chimera del 20 febbraio 2018 ci chiediamo come lavorino le comunità scientifiche, se esistano dei limiti, dal momento che quasi ogni giorno leggiamo articoli di esperimenti scientifici riguardanti la manipolazione genetica. Il cardinale Sgreccia a tal proposito ha già manifestato i suoi timori e cioè il fatto che la clonazione dei due cuccioli di macaco possa costituire «una minaccia per il futuro dell’umanità» e che ci si sta avvicinando alla «linea rossa». E SE DAVVERO in futuro dovesse accadere ciò? Tutto questo chiama in causa il problema dell’autoregolamentazione della ricerca scientifica, che pur nel legittimo e auspicabile percorso verso il progresso non può ignorare i limiti che l’etica impone. E’ vero che esistono delle leggi che proibiscono la clonazione umana, ma non sarebbe la prima volta che per fini egoistici, di abuso e di sfruttamento si strumentalizzino gli esseri umani, privandoli della loro dignità di persone (la storia ce l’ha insegnato forse!). A tal proposito ci viene in mente anche il film ‘Non Lasciarmi’ diretto da Mark Romanek, ispirato all’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro del 2005, i cui protagonisti sono dei cloni che trascorrono l’infanzia nel collegio inglese di Hailsham, un luogo apparentemente idilliaco, in cui crescono senza una propria identità, perché frutto di una riproduzione asessuata, privi di genitori e destinati alla donazione involontaria dei propri organi. Tentano di vivere come gli altri umani, ma il loro destino è già stato deciso da altri. Pur provando sentimenti ed emozioni sono utilizzati come ‘pezzi di ricambio’ che una volta terminato il proprio ciclo (che prevede tre o più donazioni) possono morire. Ci siamo chiesti quindi se sia possibile e accettabile un progresso che porti alla creazione di esseri artificiali, o riprodotti da cellule umane, dotati di sensibilità e sentimenti. Tutto quello che sta avvenendo è davvero progresso scientifico o disumanizzazione dell’essere umano? classe 3ªE

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