Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Fotografie come sogni: Ivano Bolondi

LA NOSTRA classe, la seconda E, ha incontrato il fotografo di Montecchio Ivano Bolondi, la cui produzione artistica relativa a «5 Continenti» rimarrà esposta nelle sale del Castello fino a luglio. Bolondi, rievocando i suoi inizi, ci racconta: «Ho cominciato a fotografare da ragazzo persone e luoghi del paese, dapprima in bianco e nero, poi il colore mi ha catturato e non mi ha più lasciato». Alla nostra domanda, se la tecnica delle immagini specchiate e dei giochi di luce gli permettono di percepire una realtà diversa da quella ordinaria, risponde: «Già agli esordi, con un amico fotografo, invece di fotografare le colline imbiancate di neve, come programmato, fotografai le piante riflesse nell’acqua. Con le mie immagini cerco di trasmettere la memoria delle emozioni e non il reale della memoria. Una giornalista ha scritto che sono riuscito ad andare oltre l’immagine visibile a tanti, a scavare dentro gli sguardi, i colori, le forme. Guardare le strade, gli alberi, la gente e immaginare i colori, la luce e le ombre. La foto deve riflettere ciò che vedo io, il mio mondo interiore, una realtà più provocatoria e avvincente». QUANDO gli chiediamo dei suoi viaggi ci confida: «Io viaggio moltissimo e le mie immagini non sono di taglio documentaristico, ma sogni, frammenti, presenze di tipo soggettivo. Come ha scritto Cacucci nel suo libro «Camminando», il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare». Parlando dei suoi viaggi, Bolondi si entusiasma a ricordare quando gli incontri con le popolazioni del deserto della Nuova Caledonia, quando in Birmania il premio Nobel per la pace San Suu Kyi o ancora misteriose circostanze che lo hanno condotto a incontrare il re della Thailandia il quale, ammalato, considerava il catalogo fotografico portatogli in dono una specie di terapia risanatrice. «Con la gente riesco ad avere un feeling immediato e come rispose un fotografo americano, che vive in Sud Africa, alla domanda: «Si sente più americano o sudafricano?» dico: mi sento un uomo che abita sulla Terra…e nella Via Lattea». A conclusione del nostro incontro, a chi di noi interessa intraprendere la sua passione dice: «Mi permetto di darvi un solo consiglio: se credete in ciò che fate, dopo esservi fatti giudicare da esperti, continuate a scoprire la vostra verità». Emma Albarelli, Sara Capelli, Brasacchio Gabriele e Uzama Samuel II E

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