Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Cyberbullis-NO: noi contro il bullismo

LO SVILUPPO delle tecnologie e di internet hanno portato alla comparsa di una nuova variante del bullismo: il cyberbullismo. Esso differisce dal bullismo per diversi aspetti: l’azione non è necessariamente ripetuta nel tempo e l’aggressore si nasconde dietro uno schermo, spesso senza avere il coraggio di rivelare la sua vera identità; solitamente il bullo usa profili fake e l’azione compiuta riguarda la pubblicazione di foto diffamatorie o video privati appartenenti alla persona presa di mira. L’INSIEME di tutte queste azioni provoca un ‘effetto valanga’, poiché la diffusione di tali contenuti non può essere fermata e raggiunge un tasso elevato di visualizzazioni da parte di molte persone, per la maggior parte sconosciute alla vittima. In classe abbiamo realizzato un percorso di prevenzione strutturato in varie fasi e basato su diverse attività, in cui abbiamo affrontato queste tematiche, in modo da conoscere più approfonditamente le conseguenze che il bullismo e il cyberbullismo possono scatenare su un adolescente. INIZIALMENTE ci siamo riuniti in cerchio e guidati dalla nostra professoressa abbiamo discusso sull’uso di internet e dei social network. Da questo brainstorming sono emerse le svariate opportunità che offre la rete, ma anche i tanti rischi nei quali comunemente si può incorrere, quali il furto di identità, la violazione della privacy sul web e altri aspetti che non conoscevamo. Successivamente ci siamo cimentati in un’attività di role playing, allestendo un’aula di tribunale per discutere su un caso di cyberbullismo e soprattutto per affrontare le implicazioni legali connesse a questi atti. Abbiamo scoperto che diversi reati possono connotare questo fenomeno, dalla diffamazione alle minacce, fino ad arrivare all’istigazione al suicidio. PER APPROFONDIRE le strategie per fronteggiare situazioni di bullismo e cyberbullismo abbiamo sperimentato i ruoli degli attori coinvolti, mettendoci nei panni ora delle vittime, ora degli spettatori. Abbiamo così elaborato delle strategie a breve e lungo termine, arrivando alla conclusione che la miglior cosa da fare è parlarne con qualcuno e chiedere aiuto ai propri amici o agli adulti. Al termine del progetto abbiamo realizzato degli slogan contro il bullismo, che abbiamo affisso nei corridoi della nostra scuola, perché possano essere d’aiuto a tutti ‘Sii protagonista della scena e non spettatore muto’.

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