Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Il limite tra obbedire e disobbedire

CI VIENE INSEGNATO sin da bambini ad obbedire: obbedire ai nostri genitori, obbedire agli insegnanti, obbedire agli adulti. È la prima lezione che ci viene impartita: per imparare a capire e a fare la cosa giusta, per crescere rispettosi ed educati, per diventare grandi. Tuttavia, quando sono ‘i grandi’ a sbagliare, ci viene detto di ragionare per conto nostro, di pensare autonomamente. QUANTE VOLTE noi giovani, se non ci opponiamo ad un’indicazione che, secondo il nostro parere, è sbagliata, veniamo rimproverati da un adulto differente dal primo? E se ci giustifichiamo dicendo che ce l’aveva detto un’altra persona, ci viene replicato: «E se lui ti avesse detto di buttarti giù da un ponte, tu l’avresti fatto?». Questa frase va bene solo alcune volte perché, tra il fare un leggero errore o un grande sbaglio c’è un’enorme differenza: quindi bisogna sì obbedire con fiducia, ma ovviamente tutto ha un limite. Qual è quindi il giusto equilibrio tra obbedienza e disobbedienza? La soluzione potrebbe essere il dire di «No» ogni tanto, cioè solo quando realmente secondo noi siamo di fronte ad una grave ingiustizia: in questo caso, bisogna dimostrare di essere delle persone razionali e, se si è scelto di non fare quello che ci è stato chiesto, far capire che c’è un valido motivo. OCCORRE quindi sempre mostrare che esiste una buona motivazione e non esagerare nella trasgressione solo perché si è ‘anime libere’: se siamo contrari a tutto, rischiamo infatti di non venire più ascoltati e così non potremo mai contribuire ad alcun cambiamento. È quindi molto importante non fare una cosa se non la riteniamo giusta, tuttavia questo non basta: è necessario motivare perché stiamo disobbedendo spiegando il nostro punto di vista ed accettando il confronto con i nostri interlocutori. SE SAPREMO spiegarci bene, potremo non solo farci capire, ma anche convincere altri a condividere le nostre idee ed il nostro pensiero. Se poi prendiamo una decisione sbagliata, peccato: impareremo dall’errore. Passa più in fretta la delusione verso una cosa che credevamo giusta – e non lo era – piuttosto che l’imposizione da parte di qualcun altro. Bisogna quindi imparare anche e non solo a disobbedire, per il bene proprio ed altrui; così facendo sapremo di aver fatto la cosa giusta, anche se i risultati non arriveranno subito. Se si rispetta sempre tutto – o mai niente – non è vivere ma sopravvivere, anime sole sia dentro che fuori dal gruppo.

per leggere la pagina clicca qui