Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La guerra vinta dall’altruismo dei montanari

«HO VISTO bambini nei campi giocare e poi ascoltare senza capire: strappi di fuoco e grida di dolore, oceani di lacrime e preghiere al Signore. Possono prendersi i nostri corpi, ma non il nostro cuore. Io ti guardo e ti seguo da qui, da qui sopra le nuvole». Recita così il testo della canzone che dà il titolo al film Sopra le nuvole con la regia di Sabrina Guigli e Riccardo Stefani che, rispondendo prontamente all’invito dell’associazione culturale Villacultura in occasione del Giorno della Memoria, abbiamo visto insieme agli studenti della scuola secondaria di Villaminozzo presso il teatro locale I Mantellini. I tristi eventi della seconda guerra mondiale hanno purtroppo unito le storie e i destini dei due paesi, Toano e Villa Minozzo, ecco perché ritrovarci insieme a ricordare. Tra i ricordi più dolorosi dei toanesi e dei villaminozzesi, oltre alla memoria di incendi, saccheggi, battaglie e rastrellamenti, si annoverano in particolare, gli eccidi avvenuti ad opera dei tedeschi a Ca’ Marastoni (Pasqua del 1945) e a Cervarolo. In particolare il film rievoca i tragici avvenimenti del 1944: 131 civili, tra cui donne e bambini, uccisi nell’Appennino Modenese e altri 24 uomini, compreso il parroco, uccisi a Cervarolo. Sopra le nuvole riesce a dare bene l’idea di quanto quelli fossero tempi duri e pericolosi, anche a noi giovani che abbiamo la fortuna di non vivere la tragedia della guerra, facendoci capire come la vita può esserti strappata via in un secondo. Pensare che a causa della guerra numerose famiglie si sono smembrate, che tante mamme hanno dovuto piangere i loro figli e che a tanti bambini è stata negata la possibilità di crescere suscita in noi molta tristezza. Eppure il messaggio che il film trasmette con forza ci sembra essere un altro. Come purtroppo accadde nella realtà, il finale è tragico, ma è come se, in qualche modo, la guerra sia stata sconfitta dall’altruismo. Dove forse si pensava che la guerra non sarebbe mai arrivata, in condizioni di vita misere, con un rischio di morte molto alto, ci sono state persone, montanari di cui andar fieri, che hanno condiviso il poco che avevano con autentico spirito di solidarietà. Noi ragazzi non possiamo davvero sapere cosa sia la guerra, ma sappiamo bene che è una cosa che non augureremmo mai a nessuno. Lo capiamo nell’ascoltare i racconti dei nostri nonni, che allora avevano la nostra età, che ancora oggi con gli occhi carichi di lacrime rivivono la paura, il buio, gli spari, le urla, la morte. Chiara Ferrarini, Rebecca Ibatici e Simone Raggioli (classe III B)

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