Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Caccia ai tesori della nostra città: un viaggio indietro nel tempo alla scoperta della Forlì di Dante»

ALLA NOSTRA ETÀ capita di aver visitato con la famiglia luoghi molto lontani da casa ma di non conoscere per niente la nostra città. Capita pure che quando studiamo storia ci pare che quei fatti siano lontani nel tempo e accaduti in luoghi estranei e misteriosi. Poi capita, invece, di scoprire che la nostra piccola e sonnolenta città è stata al centro della storia: infatti i grandi personaggi del passato, da Federico II a Dante Alighieri, da Leonardo da Vinci fino a Napoleone Bonaparte, hanno camminato sul terreno su cui anche noi passeggiamo tutti i giorni. Tutto questo lo abbiamo capito grazie a un laboratorio che abbiamo effettuato a scuola, alla scoperta della nostra città. La professoressa, dopo averci mostrato un video che ricostruiva l’aspetto di Forlì al tempo di Dante, ci ha distribuito una cartina del centro storico con segnalati a margine gli edifici storici più importanti. Abbiamo evidenziato quelli legati al periodo storico che stavamo studiando, dal Trecento al Cinquecento fino al Rinascimento, e li abbiamo individuati nel groviglio delle vie cittadine. A QUESTO PUNTO siamo stati pronti per andare, cartina alla mano, a cercarli nella realtà per farci una bella foto davanti a ciascuno di essi. Con dei compagni a scelta, siamo andati in centro per scoprire e fotografare i monumenti rinascimentali e storici, ancora oggi esistenti. Piazza Aurelio Saffi è stato il punto di partenza da cui ha preso il via l’itinerario di tutti i gruppi. Così abbiamo scoperto che la piazza è tra le più belle d’Italia per l’ampiezza e per la bellezza degli edifici che la circondano. La basilica di San Mercuriale ha origini antichissime essendo edificata su una chiesa del sesto secolo, distrutta da un violento incendio scoppiato tra una lite agguerrita e sanguinosa tra Guelfi e Ghibellini. Il palazzo del Podestà, in antichità, al posto del balconcino che lo caratterizza oggi e che si trova al secondo piano, aveva una gabbia in cui venivano messi i ladri o i corpi dei condannati a morte. Il palazzo comunale, sede attuale del municipio, venne edificato a partire dall’anno mille attorno a un’antichissima torre e progressivamente ampliato verso il campo dell’abate, che era in nome dell’antica piazza. Nel 1412 diventò residenza della famiglia degli Ordelaffi. Fu testimone di orribili fatti di sangue, infatti vi fu ucciso Girolamo Riario, marito di Caterina Sforza, tradito da una congiura degli Orsi. Abbiamo imparato dove si trovano i musei San Domenico, sede di tante mostre importanti e famose. Passando per via Bombace abbiamo riconosciuto l’oratorio di San Sebastiano, edificato tra il 1494 e il 1502 dall’architetto Pace Bombace, che si inserisce nel panorama della grande architettura rinascimentale e che un tempo era sede della confraternita dei Battuti Bianchi, un’associazione che oggi definiremmo di ‘volontariato’ e che si occupava dei bambini poveri, abbandonati o orfani. IL DUOMO, il cui nome è chiesa di Santa Croce, sorge sul luogo di una pieve antichissima. Completamente rifatta nel 1841, all’interno conserva nella grandiosa cappella, l’immagine della Madonna del Fuoco, miracolosamente scampata ad un incendio il 4 febbraio 1428. Abbiamo cercato e trovato le lapidi che in vari punti della città ricordano il passaggio di Dante Alighieri nella nostra città. Il nostro ‘giro turistico’ è stato ampio e ha spaziato dalla rocca di Ravaldino, alla torre Numai, dalla casa del pittore Palmezzano alla chiesa di San Pellegrino Laziosi, e davanti a ciascun luogo ci siamo scattati una fotografia-ricordo. Di questi monumenti abbiamo imparato dove si trovano, a cosa servivano, chi ci ha abitato e altro ancora. Il successivo lavoro di ricerca e documentazione, infatti, è stato intenso e ci ha coinvolto tutti. Ci ha incuriosito questa caccia ai tesori della nostra città che non avevamo mai osservato e di cui nulla sapevamo. Questa esperienza per noi è stata interessante e ha cambiato il nostro modo di considerare Forlì. classe 2ªD

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