Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Viaggio alla scoperta del passato

LA BIBLIOTECA scolastica, se ben fornita e utilizzata come luogo di ricerca, può diventare una sorta di macchina del tempo e riportarci indietro nella storia, a un passato ormai lontano. È quello che è accaduto a noi pochi giorni fa, sfogliando le immagini della raccolta fotografica di un nostro concittadino ripano, Alessandro Bruti Liberati, appassionato di fotografia, direttore del Museo-Pinacoteca della nostra città. La lettura ci ha proiettato nella Ripatransone dell’Ottocento, ricca di antiche tradizioni e mestieri a noi sconosciuti. Grazie a questo reportage fotografico, vero e proprio documento storico del tempo, abbiamo scoperto come si svolgeva la vita dei nostri antenati e compaesani tra il 1890 e il 1910. L’attenzione è stata catturata dalla realtà a noi più vicina, quella della scuola. Proprio alla fine dell’Ottocento si diffuse il principio ‘mens sana in corpore sano’ e l’ora di educazione fisica fu aggiunta alle tradizionali materie scolastiche. Non tutti i bambini andavano a scuola: molti di loro, infatti, sin da piccoli, andavano a lavorare in campagna, occupandosi dei campi e del bestiame. Anche gli adulti erano soliti frequentare corsi, pomeridiani o serali, di falegnameria e artigianato. Il fondatore della prima scuola di lavoro manuale a Ripatransone fu Emidio Consorti, al quale fu poi dedicata la Scuola media che frequentiamo. Già a quei tempi Ripatransone era una vivace cittadina della Marca Picena a vocazione campestre, ma soprattutto sede vescovile. L’arrivo di eminenti personalità politiche e religiose dava luogo a eventi accompagnati da lunghi e maestosi cortei. Lo sfarzo esibito durante le feste era, però, in molti casi, solo apparente: infatti, le facciate di alcuni edifici si mostravano gravemente danneggiate e il Paese non possedeva il denaro sufficiente per la loro manutenzione strutturale. In quel periodo, inoltre, i principali mezzi di trasporto utilizzati per viaggiare erano le autocorriere che partivano da Ripatransone, di fronte al Palazzo del Podestà e arrivavano fino ai paesi vicini, Grottammare e San Benedetto. Solo i più ricchi si servivano di carrozze private o calessi signorili, di solito a due posti. Erano assai diffuse anche vetture di gran lusso, di legno e prive di cavalli. Proprio questi ultimi, tra Ottocento e Novecento, furono sostituiti come mezzi di trasporto dal motore. Quasi alla conclusione del libro, le foto delle processioni religiose ci hanno riportato con la mente ai nostri giorni, forse perché sono l’unica tradizione che non ha perso la solennità e la bellezza del passato!

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