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Così i social ci hanno cambiato

I SOCIAL NETWORK sono siti internet che forniscono agli utenti della rete un punto d’incontro virtuale per scambiarsi messaggi, condividere foto e video e chattare. Facebook, il social network più famoso del mondo, è stato creato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg con l’intento di fare comunicare tra loro gli studenti dell’università di Harvard; successivamente è stato aperto agli studenti di tutte le altre università d’America e poi a chiunque ‘dichiari’ di avere almeno 13 anni. Facebook è, in questo momento, il terzo sito più visitato al mondo. Un altro social network molto utilizzato, soprattutto dai giovani, è Instagram, creato Kevin Systrom e Mike Kriger il 6 ottobre 2010. Appena fu messo in rete aveva già molte funzioni ma Kriger si volle concentrare su foto e video. Instagram infatti permette agli utenti di scattare foto e condividerle contanta gente. È utilizzato da 14 milioni di utenti. Recentemente Instagram ha cambiato logo per vari motivi: il principale perchè ormai il logo veniva ritenuto da molte persone fuori moda. Whatsapp è il social network, creata nel 2009 da Jan Koun e da Brian Acton, che ha rivoluzionato la comunicazione tramite messaggi telematici. A differenza dei normali Sms, Whatsapp permette di scambiarsi messaggi, foto e video in tempo reale e gratuitamente. Per noi studenti è molto utile per scambiarsi le informazioni sui compiti, cosa che i nostri genitori non potevano fare alla nostra età. Infine Twitter, creato il 21 marzo 2006 da Jack Dorsley, che fornisce agli utenti una pagina personale dove sé possibile messaggiare. La maggior parte degli adolescenti stanno online tutti i giorni, la fascia di età che ne abusa maggiormente va dai 12 ai 17 anni. Molte persone pensano che i social siano positivi mentre altre persone credono il contrario. I social network infatti hanno molti vantaggi, come ad esempio la comunicazione a distanza in tempo reale e quella globale ma altrettanti svantaggi come la perdita del contatto col mondo reale o la creazione di una nuova identità al posto della propria. Questo esagerato utilizzo dei social ha portato inoltre le persone ad usare termini non comuni nella vita reale o a usarne dei nuovi come ad esempio la parola ‘emoji’, che in giapponese significa ‘emozione’ e si riferisce alle varie espressioni del volto umano. Noi italiani poi, per fare i fenomeni, abbiamo sostituito normali espressioni come ‘ti amo’ e ‘ti scrivo’ con ‘ti lovvo’ e ‘ti whatsappo’.

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