Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Così abbiamo cambiato il Pilastro»

ABBIAMO intervistato persone che abitano da molto tempo nel quartiere Pilastro con lo scopo di capire cos’è cambiato rispetto ai suoi albori. Tra le persone che abbiamo incontrato c’è Oscar, un signore che ha visto la nascita del Pilastro e ha contribuito alla sua crescita. Ci ha raccontato che all’inizio il Pilastro era una zona periferica priva di tutti i servizi. C’erano solo case popolari nelle quali mancava il riscaldamento. Non c’erano scuole, non c’era una farmacia e neanche un negozio di alimentari, non c’era neppure una linea dell’autobus. UN PICCOLO gruppo di abitanti del quartiere cominciò a riunirsi nel settembre del ’66 per pianificare in ordine di importanza i cambiamenti da attuare nell’immediato. Per affrontare il freddo fecero di tutto per ottenere il riscaldamento negli edifici. Il Comune di Bologna non poteva ignorare le richieste degli abitanti, diventati ormai numerosi; la maggiore esigenza era quella di avere una scuola per istruire circa 750 bambini. In seguito alla costruzione della scuola, grazie a manifestazioni, al Pilastro nacquero una biblioteca, un poliambulatorio per le vaccinazioni e nuove abitazioni. Grazie al presidente del comitato degli inquilini e ai suoi collaboratori, si organizzarono le mini olimpiadi per le scuole (attività sportive come la danza classica e l’atletica leggera) alle quali parteciparono moltissimi bambini. Solo in seguito venne aggiunto anche il calcio. Abbiamo parlato anche con alcuni genitori che frequentarono la scuola dal 1981 al 1989, confrontando i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni. I nostri intervistati hanno appurato che all’interno della scuola ci sono stati dei miglioramenti, raccontandoci anche però degli aneddoti particolari su di essa: uno di loro ha detto che all’epoca il lavoro della scuola è stato fondamentale per la formazione culturale e la coesione sociale. UN ALTRO GENITORE ci ha riferito che «anche se la scuola era considerata di serie B, alle Saffi ho imparato a studiare in piccoli gruppi e questo mi è stato molto utile per il futuro». Rispetto al passato, aggiunge, «adesso ci sono laboratori didattici […]e vengono studiate con maggiore attenzione materie che ai miei tempi erano considerate poco importanti come musica, arte, educazione fisica». Queste sono le testimonianze delle nostre fonti. Noi pensiamo che ci sia stato un grosso cambiamento... e voi?

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