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San Bartolo: speranze più forti del fuoco

DALL’INCENDIO che ha devastato la bellezza del Parco San Bartolo alla condivisa volontà di rinascita. Nella memoria collettiva, l’evento verrà ricordato come un vero e proprio inferno. Come poteva essere altrimenti, nell’estate dell’anticiclone ‘Lucifero’? L’incendio che tra la notte del 4 e del 5 agosto scorsi ha devastato la falesia del Monte San Bartolo ha davvero avuto qualcosa di dantesco. Fiamme elevate, vampate come eruzioni vulcaniche, paesi circondati dal fuoco, salvi, quasi miracolosamente. Alle 20:30, quando gli elicotteri hanno ricevuto l’ordine di abbandonare l’area per il sopraggiungere della notte, nessuno immaginava una devastazione cosi ampia. Nel giro di poche ore si è assistito al più grande incendio che il San Bartolo abbia visto dal dopoguerra. Le fiamme si sono espanse da Casteldimezzo con grande rapidità, invadendo in poco tempo la falesia. Diverse le cause: la vegetazione bassa molto secca, il clima torrido, il cambio di direzione del vento. Tutto ciò ha fatto sì che l’incendio si muovesse rapido da nord a sud del litorale, cancellando circa 120 Ha di falesia, il 10% del totale. In quella che è stata a tutti gli effetti una tragedia, è tuttavia accaduto qualcosa di imprevisto ed eccezionale che sta salvando la bellezza del San Bartolo. Per tutta la notte i pompieri, supportati dalle autocisterne di Marche Multiservizi che ha garantito l’approvvigionamento idrico, hanno combattuto contro il fuoco, lanciandosi con coraggio tra le fiamme. La Guardia costiera dal mare ha messo in salvo i turisti rimasti bloccati. I VOLONTARI e la Protezione Civile hanno aiutato ad evacuare i 70 abitanti di Casteldimezzo, scortandoli al sicuro all’Adriatic Arena. Il sindaco Matteo Ricci ha chiesto a Roma e ottenuto il soccorso di due Canadair. Significativa la collaborazione con Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche, e col Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. E’ stato garantito lo stanziamento di 8,2 milioni per riportare in vita lo splendore del San Bartolo per la sistemazione delle reti metalliche sotto i paesi di Fiorenzuola di Focara e di Castelidimezzo. Dobbiamo veramente tutto a questa unità d’intenti tra le Istituzioni: ai Pompieri tutti, coordinati dal Comandante Poggiali, alla Protezione Civile, nella figura di Luca Bartolucci, a Marche Multiservizi, al Consigliere Regionale Biancani, ai sindaci Ricci e Pascuzzi, al vice-sindaco di Gabicce Lisotti, al Presidente del Parco Manenti e al Parroco di Colombarone e Casteldimezzo, don Daniele Federici. Se non ci fosse stata questa collaborazione generosa e tesa ad un unico comune scopo, la bellezza del San Bartolo ora non ci sarebbe più. Maria Letizia Nardelli e Roman Antonio Gai

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