Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Open day, alla scoperta del nostro mondo

NORMALMENTE si va a scuola per seguire le lezioni, imparare, essere interrogati, svolgere le prove in classe e... provare un sano terrore prima di ogni verifica. Ogni giorno di scuola, in cui si fanno cose sempre nuove, ha in sè qualcosa di speciale, che lo distingue dalle altre giornate e ci dà almeno una ragione per ricordarlo. Ma la giornata di cui voglio parlare ha molti motivi per essere davvero speciale. Prima di tutto, si tratta di una giornata di scuola in cui... non c’è scuola. Non c’è il timore di essere interrogata, la fatica di alzarsi presto, la necessità di studiare il giorno prima. Ma è anche una giornata in cui non manca il dialogo con gli insegnanti. È il giorno in cui passiamo da studenti a «hostess», dall’essere ospitati a ospitare, dall’imparare all’insegnare. È l’Open Day, il giorno in cui mostriamo agli studenti dell’ultimo anno di scuola primaria e alle loro famiglie tutto quello che la nostra scuola può offrire. In qualità di hostess avrei dovuto accompagnare alunni e famiglie, spiegare con cura la disposizione delle aule, illustrare le attività dei laboratori, le possibilità di studio e apprendimento. Avrei «condito» questo giro informativo con la mia esperienza, perché anch’io, solo tre anni prima, mi ero trovata nelle loro stesse condizioni. Come loro ero piena di dubbi, di incertezze e di timore; mi sembrava un passo gigantesco passare dalle sicurezze della scuola primaria alle incertezze di una scuola con un insegnante diverso per ogni ora, libri complicati e materie insuperabili. Mentre percorrevo le scale e i corridoi mi rivedevo piccola, nella mia aula di prima media, spaventata e intimidita, attenta alle lezioni o in attesa di essere interrogata: per questo capivo i loro timori. È stato bellissimo illustrare una scuola che sento sempre più mia; mi hanno gratificata molto i commenti positivi e i ringraziamenti perché comunicare il mio entusiasmo con sincerità e chiarezza era quello che volevo. Una giornata faticosa, ma non pesante, anzi: abbiamo lavorato fianco a fianco con gli insegnanti, condiviso i compiti e mostrato le nostre cose migliori. Mi sono sentita utile, apprezzata, e questa è stata una splendida ricompensa. Alla chiusura ci siamo sentite tutte felici e appagate, ma la coscienza che questo fosse il nostro ultimo anno e il nostro ultimo Open Day alle Pascoli ha offuscato la splendida giornata con un velo di malinconia. Lavinia Morgantini III D

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