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Due farfalle Vanesse del cardo diventano alunni come noi: ecco Gianfrallo e Gaparro

LA CLASSE 2°B, della scuola secondaria di primo grado Pascoli di Riolo Terme, ha partecipato al progetto d’Istituto sulla biodiversità, allevando cinque bruchi di Vanessa del cardo che si sono poi trasformati in farfalle. La Vanessa del cardo è un lepidottero e appartiene alla famiglia delle Ninfalidi. L’uovo si schiude da 3 a 5 giorni dalla deposizione. Il bruco, di colore nero, impiega da 7 a 11 giorni per trasformarsi in una crisalide. È necessario un tempo analogo per passare dallo stadio di crisalide a quello finale di farfalla. I bruchi sono arrivati all’interno di un kit di allevamento il 26 ottobre 2017. Il kit comprendeva: 5 bruchi di Vanessa del cardo, un vasetto con il mangime e le istruzioni dettagliate per l’allevamento. Il primo giorno abbiamo spostato i bruchi dal contenitore in cui si trovavano al vasetto con il mangime. Abbiamo pensato di sistemarlo in un luogo sicuro dagli urti, non esposto direttamente ai raggi solari ma da cui si potesse osservare tranquillamente lo sviluppo dei bruchi. QUINDI abbiamo posizionato il tutto sopra ad un banco circondandolo di cartelli che invitavano a fare attenzione. Abbiamo attaccato al muro anche un termometro da esterno in modo da controllare la temperatura poiché quella ideale per la metamorfosi delle farfalle è compresa tra 18°C e 25°C. Quando sono arrivati i bruchi erano circa 2 cm e in pochi giorni sono diventati di 3,5 cm e un bruco aveva iniziato a tessere alcuni fili di seta che stavano ad indicare l’avvicinamento del momento di trasformazione da bruco a crisalide. Il 3 novembre purtroppo un bruco è morto, non sappiamo il motivo ma comunque lo abbiamo tolto dal vasetto in modo che non contagiasse anche gli altri 4. Nel giro di pochi giorni i bruchi si sono attaccati al tetto del vasetto di allevamento e si sono magicamente trasformati in crisalidi. LI ABBIAMO quindi trasferiti in una nuova ‘casa’, appositamente creata per loro da un nostro compagno. Il 16 novembre è nata la prima farfalla! Le ali sono grigie maculate. L’abbiamo chiamato Farfallo Gianfrallo. Il 22 è nata la seconda farfalla: questa ha le ali arancioni, con sfumature nere. L’abbiamo chiamata Farfalla Gaparra, ma dopo che abbiamo scoperto che erano entrambi maschi abbiamo cambiato con Gaparro (l’originalità non ci manca). Entrambe le farfalle hanno iniziato a svolazzare nella gabbietta e speriamo che restino con noi il più possibile. Abbiamo infatti intenzione di tenerle in classe, vista la temperatura invernale troppo bassa. Secondo l’esperto di insetti Ettore Contarini, che abbiamo incontrato a scuola e con cui abbiamo parlato, le nostre farfalle dovrebbero vivere all’interno della gabbietta da sfarfallamento fino a marzo, periodo in cui le liberemo. Nel frattempo vogliamo costruire per Gianfrallo e Gaparro una gabbia più grande e ci impegniamo a nutrirle. Per alimentarle, creiamo del nettare artificiale preparato a turno da noi ogni 2 o 3 giorni. Il nettare è composto da 10 g di zucchero in 90 ml d’acqua che imbeviamo in un batuffolo di cotone. Questo progetto è piaciuto molto alla nostra classe e consigliamo a tutti di provare, poiché le cose positive sono molte: siamo riusciti a studiare un insetto in modo divertente e diverso dal solito, ci siamo occupati dei bruchi e poi delle farfalle, tutti insieme in modo responsabile, collaborativo, con curiosità, ed è molto divertente ed interessante osservarli e nutrirli. Questa nuova esperienza scientifica speriamo di poterla ripetere sotto altra forma, magari allevando qualche altro piccolo essere vivente. La classe 2°B

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